mercoledì 11 settembre 2024

Pigra

 Pigra, ma tanto, tanto.
Ho idee fuggevoli, al contrario del tempo che è stagnante.
Quando c'è vento le mie idee si concretizzano, solide, ferme.
Pigra senza un perché.
Nulla sembra opporsi al movimento, al fare, al rendere visibili le idee.
Cosa cucinare, cosa indossare, chi incontrare.
Cucino, poco, le stesse cose, indosso abiti banali e solo comodi e incontro solo la fruttivendola per la verdura.
Spero nel vento.

domenica 4 agosto 2024

La parola ossessione

 La parola ossessione nel titolo ha fatto sì che aumentassero in modo esponenziale le visualizzazioni del mio blog.
Io parlavo del vento, è questa la mia ricerca.
Il vento, l'aria che si muove libera.
Che sia un vento pacato, una brezza leggera, un sussurro tra gli alberi, una raffica gelata, un turbine violento, mi va sempre bene.
Non è un'ossessione questa?
Un qualcosa che mi fa stare bene? 

venerdì 26 luglio 2024

Sono ossessionata dal

 Sono ossessionata dal vento.
Lo ricerco sempre.
Il perché è semplice : mi fa stare bene.
Sono meteoropatica? Boh, non m'interessa.
Sono in una zona di comfort? E meno male che ci sono dentro.
Me lo sto godendo tutto questo grecale, con il mare blu intenso pieno di spume bianche.
Il respiro si fa veramente pacato e profondo e i pensieri fanno decluttering.

giovedì 25 luglio 2024

Casa al mare

 Luglio.
Sono al mare da oltre un mese.
E vedo il mare.
E sento il vento, il mio grande pacificatore.
E' stato un mese difficile, solo oggi ho il respiro profondo.


mercoledì 5 giugno 2024

La casa, l'appartamento

 La casa, l'appartamento dove vivo, l'hai scelto tu, io ho solo acconsentito alla Tua scelta.
E lo sai che è vero quanto dico.
Senza ascensore, e sono 102 gradini - la mia fatica - ma silenzioso, luminoso e caldo in inverno.
In condizioni penose quando l'ho visto per la prima volta, sporco, sanitari rotti, linoleum a pezzi in bagno, muri scrostati con diversi strati di pittura.
Serramenti che non si aprivano, come in bagno, o che non chiudevano, come in cucina.
Probabilmente desideravi che le belle cementine della camera tornassero lucide e volevi vedere tende lievi alla finestra e così l'hai scelto per me.
Che dire?
Mi piace.
Ora è abitabile nonostante i serramenti vecchi e malmessi e le porte ancora scrostate. Fa molto bohemien. 

venerdì 17 maggio 2024

Perché desideri , come buono

 Perché desideri, come buono, che io ora mi senta così inutile e sciocca?
Così poco inserita nella quotidianità produttiva di una città come Milano?
Lo so che Tu conosci ben altre città, più belle, migliori sotto tutti i punti di vista, ma che Ti devo dire, qui Tu mi hai messa, qui hai scelto il posto per me.
Qui e non altrove.
Qui.

giovedì 16 maggio 2024

Voglio fidarmi

 Voglio fidarmi di quel Padre che si sta certo occupando anche di me, della mia solitudine, del mio dolore, del mio piangere, della mia rabbia, della mia delusione ed insicurezza.
Si sta certamente occupando delle richieste che gli ho fatto in tempi e modi diversi,
Lo sta facendo.
Ed io attendo la Sua risposta. 
Che arriva sempre, anche con mezzi insoliti.

mercoledì 15 maggio 2024

Perché scrivo?

 Perché scrivo? 
Perché non riesco a farne a meno, come se altre persone potessero trovare interessanti i miei enunciati, le mie singole parole.
Tutto in solitudine, ma senza di essa come raccontare le cose? Non si può.
Un tempo che sembra vuoto, inutile, è necessario per vivere e per scegliere.
Il senso d'inutilità che esiste in me non è legato ad una finitezza temporale, esiste da quando io so di esistere, forse anche da prima.
In certi spazi non esiste il tempo come viene inteso di solito anzi, né spazio né tempo, solo un prolungarsi infinito di un qualcosa.
Adesso sto vivendo un tempo di irritazione e di incapacità di reazione, vivo situazioni ingarbugliate alle quali non so dare, né scorgere, soluzioni.
Come lo chiederei volentieri il perché di questa situazione grigiastra, della quale non avverto né capo né coda. Non lo faccio anche se la mia attenzione è dolorosamente ancorata lì.

martedì 14 maggio 2024

Si può fare un ponte

 Si può fare un ponte con un' altra persona solo dove finisce il dolore o anche durante lo stesso?
Se aspetto che finisca il dolore sarò sempre sola, nessun ponte partirà dalle mie rive perché non ho rive. Ho pause. ho atolli, nei quali mi riposo. Ogni tanto.
Io avevo detto che avrei bagnato i piedi nel dolore, perché ci sono immersa?
Chi o cosa mi fa fatto cadere dentro? Chi o cosa mi ha attraversata affinché ci passassi dentro?
Se alla fine della vita è necessario sperimentare una sorta di inutilità, allora sono a buon punto.

lunedì 6 maggio 2024

Lavorare stanca, scriveva Pavese

 Lavorare stanca, scriveva Pavese.
Mica sempre, dico io. A me piace lavorare quando so di fare la cosa giusta.
Ma so poche volte se sto facendo la cosa giusta nel momento giusto.
A sera vago con i miei pensieri e molto spesso finisco sulla solita scena.
Vista, rivista, monitorata, rifatta, ripercorsa in moviola, analizzata parola per parola e poi ripetuta ancora.
Come in un DVD. 
E ogni volta mi domando se ho scelto bene. 
E non riesco a rispondermi.
Vorrei le mani nei pensieri, li accarezzerei piano, perché li ho sempre stropicciati e inzuppati di solitudine.

giovedì 2 maggio 2024

Parole che si rincorrono

 Parole che si rincorrono, le mie.
Molto mi è stato dato e molto mi verrà chiesto.
D'altra parte, perché no? Forse perché sono stanca?
Sono stanca di fare cose che non intendo, stanca delle ripetizioni pesanti, stanca di cose, per me, prive di senso.
Stanca anche fisicamente per il peso proprio degli anni, delle fatiche quotidiane per il pane.
Il "dacci oggi il nostro pane quotidiano" è commisurato alla fatica che si fa per ottenerlo? Oppure no?
A volte è solo fatica di vivere.

mercoledì 1 maggio 2024

Vorrei essere al mare

 Vorrei essere al mare, ora, e sentirne le onde.
Vorrei avere il vento addosso.
Vorrei raccogliermi, pacificata, nella mano di Dio.
Vorrei lasciare andare tutto, vita compresa e ritrovarmi, finalmente libera e sicura, nel posto che già conosco, all'origine e alla fine della vita.
Dove il due diventa uno e l'uno mille.

lunedì 29 aprile 2024

Dio è la mia altra passione

 Dio è la mia altra passione. Dio in sé stesso, anche se la conoscenza passa, prima, attraverso attributi.
Compassione per i dolenti e Dio.
Ecco perché mi muovo lungo certe direzioni e non altre, perché ho questi due parametri, solo che non conoscendo Dio non posso regolarmi su di Esso.
Posso, in qualche modo, conoscere il Cristo, e parametrizzarmi su di Lui.
Ho vergogna a scrivere di Cristo, di Dio. Ne ho vergogna perché è come se passando attraverso i miei pensieri, le mie mani, Dio venisse fortemente sminuito, reso misero dalle mie parole.


giovedì 25 aprile 2024

Ma io chiedo pane

 Ma io chiedo pane ad un padre.
Come se non fossi mai stata svezzata?
Come se fossi sempre un essere dipendente da lui persino per il cibo?
Ma cos'è il cibo?
E' nutrimento e il nutrimento deve avvenire in tutti i livelli della persona.
Io ho bisogno di un padre?
Di qualcuno che m'insegni a muovermi, a parlare, qualcuno che sia una struttura di riferimento?
Chi mi ha dato forma?
Cos'è una forma?
E perché padre?

mercoledì 17 aprile 2024

E' in quasi assenza di vento

 E' in quasi assenza di vento che scrivo.
Con un cielo spettacolare per la nitidezza della via lattea.
Dacci oggi il pane quotidiano è una richiesta rivolta ad un Padre.
Un Padre nostro.
Da bambina ho ricordi di mio padre come un qualcuno di assente e che percepivo come intransigente.
Ma soprattutto ne ricordo l'assenza e, forse, la felicità per questa assenza.
Da adolescente ne ricordo la durezza e quella che io consideravo arroganza ma che forse era solo ignoranza.
Da adulta, dopo anni di silenzio dovuto alla sua perdita di autonomia mentale, penso solo che lui abbia fatto per me quello che meglio è riuscito a fare.
Ora ho fatto pace in me stessa con l'esperienza avuta con mio padre anche se rimane un vuoto affettivo e una mancanza di educazione, di un saper fare, con la figura paterna.

mercoledì 10 aprile 2024

Chiedo il pane

 Chiedo il pane al plurale, chiedo il nostro pane.
Per me, per i miei cari, per gli amici, per quelli che non conosco, per gli assassini, per le vittime, per i ricchi e per i poveri.
Per gli ignoranti e per i pescatori.
Per tutti chiedo pane.
E magari io l'ho soffice e buono e un mio caro l'ha aspro e secco.
E non lo chiedo per domani.
Domani lo chiederò come oggi, dimenticandomi del giorno prima, dimenticandomi della qualità del pane del giorno prima.
Ma a chi lo chiedo?

venerdì 5 aprile 2024

Oggi esiste

 Oggi esiste, esiste intero, completo.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano.
Oggi.
Tutti i giorni chiedo il pane, ogni mattina.
Può essere pane soffice, appena sfornato, può essere dolce oppure aspro.
Magari è affumicato oppure scuro.
Bagnato di lacrime oppure secco, scarso o abbondante.
Costoso od economico, con l'uvetta o senza.
Io chiedo pane perché ne ho bisogno per vivere.

mercoledì 3 aprile 2024

Mi perdo in questi pensieri

 Mi perdo in questi pensieri, non ne trovo il capo, l'inizio.
Ma, al solito, la verità è diversa.
Accetto quello che sono e ne trovo acclamazione e dolore.
Oggi accetto quello che sono e domani dico ancora: oggi accetto quello che sono.
E dopodomani. Sempre oggi.

venerdì 29 marzo 2024

Vorrei avere, questa sera,

 Vorrei avere, questa sera, i capelli lunghi.
Lunghissimi, da sentirli fino alle reni e farli ondeggiare tutti insieme.
Vorrei.
Ma questo desiderio è utile al compimento del mio desiderio profondo?
Al fatto di giungere nel, al luogo amato?
E' ininfluente?
E se fossi senza capelli sarebbe utile?
Potrebbe esser un ulteriore passo nell'oceano di dolore?
Oppure il fatto di avere una miriade di capelli, e trovare acclamazione negli altri, potrebbe essere un dispiacere di non avanzare nell'oceano e quindi, essendo comunque dolore, avanzare?

giovedì 28 marzo 2024

Sono tuttora un tentativo

 Sono tuttora un tentativo.
Tento di vivere, di essere limpida, di essere vera.
Tento persino di amare.

mercoledì 27 marzo 2024

Era come un luogo

 Era come un luogo dove avrei voluto stare per sempre-
Ma quel "luogo", quell'armonia mi chiedeva, mostrandolo gentilmente, se volevo entrare nell'oceano di dolore.
I miei piedi erano nudi sulla spiaggia, vicino alle piccole onde.
Ed io ho detto: " se proprio vuoi, ci pucio i piedi" e quel suono , quella voce ha riso.
Felice-
Ed io mi sono ritrovata seduta in macchina.
Scossa? Non so. Sicuramente stupita che mi succedesse questo.
Chi ero io, cosa significava quella scena, perché a me?
Cosa avevo di diverso dagli altri perché io dovessi avere queste informazioni?
Da dove arrivavano, a cosa conducevano?
Anni per dare loro un tentativo di risposta. Anni.

venerdì 22 marzo 2024

Ma quella voce!

 Ma quella voce!
La bellezza di quella voce.
Il suono perfetto, l'armonia fatta luce, fatta suono.
Cascate di perle perfette che scorrevano su blocchi d'argento purissimo.

giovedì 21 marzo 2024

Ma io lì dentro

 Ma io lì dentro non ci volevo entrare.
Chi vuole entrare in un oceano di dolore?

lunedì 18 marzo 2024

Molti anni fa,

 Molti anni fa, mentre in una tiepida giornata invernale attendevo in macchina mio padre, è successo che mi sia ritrovata davanti ad un oceano immenso, che sapevo essere di profondità abissali, ed ho sentito una voce - ancora adesso tento di ricordarne l'assoluta bellezza - una voce che proveniva da spazi siderali, da una lontananza senza confini, una voce simile a perle su argento, che mi chiese se avessi voluto entrare.
Entrare nel dolore, perché quello era un oceano di dolore.
Non esisteva il tempo in quel luogo, ma sapevo che avrei comunque dovuto dare una risposta a quella domanda.
E la domanda era semplice, e la risposta era semplice: sì o no.

giovedì 14 marzo 2024

Amo la vita

 Amo la vita, il suo dispiegarsi sereno, la sua bellezza profonda mentre il dolore di ciascuno mi ha sempre turbata.
Vorrei essere uno sciamano forse perché questa parola evoca un sapere profondo, una partecipazione emotiva, un toccare punti della rete cosmica, una libertà mediata da riti.
Ma è un sapere che viene dato, non costruito, è un avvicinarsi con umiltà e anche timore al mistero stesso della vita, in tutte le sue modalità espressive.
E' un mettersi a servizio dell'uomo, senza giudicarlo ma comprendendolo tutto.
Comprendere.
Oggi sono stata ripresa su questo termine, sull'uso e sul significato di questa parola.
Solo Dio può comprendere mi è stato detto. Se è così, bene, allora io voglio far parte di Dio, essere mare, oceano con Lui, dove non si sa quale goccia sia io e quale Dio. Ecco.
Dico così ma ho paura di quello che dico. E' terribile quello che ho appena detto perché vuol dire condividere. 
Condividere tutto.

mercoledì 13 marzo 2024

C'è molto caldo oggi

 C'è molto caldo oggi, l'estate è nel suo pieno e comincerà, con lieve malinconia, a decrescere.
Nei prossimi mesi si stabilizzeranno idee, forme di energia ora ancora poco visibili, ma che sento potenti sotto pelle. Pulsano e battono come il ritmo stesso della vita, come un suono ancestrale che si sta ricollegando alla sua origine ora nascosta.
Che nascerà e che si mostrerà a tutti.
Con dolore? 
Non so, deve essere come un parto, si taglierà qualcosa e si lacererà qualcosa d'altro. Ma solo da festeggiare, con balli, canti e suoni di gioia.
Mesi fa ho comunicato alla mia famiglia la decisione di lasciare il lavoro che ora svolgo.
Sconcerto da parte di alcuni e muro da parte materna.
Tuttora non mi viene chiesta alcuna cosa, come se non avessi parlato, come se tutto dovesse procedere in questa forma di grande insoddisfazione, da parte mia, ma di acque calme in superficie.
Ma sotto, le onde si muovono e crescono in determinazione e forza e chi le vedrà sarà stupito. 

lunedì 11 marzo 2024

Posseggo un certo decadentismo

 Posseggo un certo decadentismo che sento comunque come profondamente mio solo nella forma, anche se questa diventa veicolo di sostanze e parole.
Fa caldo ora e nemmeno il vento, caldo pure lui, riesce a darmi sollievo.
Vorrei conoscermi meglio per poter vivere più intensamente ma una sorta di dolce pigrizia mi avvolge ed io nicchio, rimando, mi crogiolo nelle mie incertezze, trovandone sicurezza.
Il futuro rimane nascosto, nemmeno pensato né ipotizzato, così lo esorcizzo.
Perché io non ho ricordo della mia storia, solo dei brani ai quali mi aggrappo tentando di mettere ordine e cercando di dare un senso a quanto ho vissuto.
Come approdi a piccole e scoscese isole, fuori dalle rotte cognite.
Perché quello che io conosco è il mare tra le isole, è la tempesta scura, è l'immobilità forzata, è l'assenza di contatti, è l'annullamento totale della possibilità di muovermi lungo binari da me scelti.
Conosco la violenza costante, improvvisa, subdola, nascosta.

venerdì 8 marzo 2024

Si delineano

 Si delineano, con le parole, i dati della realtà delle cose ma non si può confondere la realtà delle cose con le parole.
Si può suggerire il movimento della vita, non la vita stessa.
Amo vivere, in profondità, le cose, mi rimescolano, le gusto con gli occhi, con la pelle e anche se è un piacere più intellettivo deve in un qualche modo passarmi attraverso la pelle per poterlo intendere.
Ma ci sono altri modi di vivere e di intendere le cose, la realtà.
Come succede alla mia amica, dove la sua comprensione passa attraverso segni, grafismi, attraverso spazi vuoti collegati da esili fili. E questo è il suo modo d'intendere vero, reale e profondo.

giovedì 7 marzo 2024

Non sento il peso degli anni

 Non sento il peso degli anni, ho in me angoli vergini, intatti, dove spesso mi rifugio, come una caverna, come una capanna sul monte, come un giardino segreto, dove riposo.
E c'è una fonte - S. Giovanni della Croce dice ... la fonte io so, non v'è origine alcuna ma tutte le origini in sé aduna -, che in modo a me sconosciuto mi disseta completamente. A volte contiene il succo dell'oblio ed io dimentico chi sono, i miei anni, i miei affanni, le mie gioie. A volte.
E mi riposo dal passato, dal presente e dal futuro. Mi riposo dalle mie idee, dai miei giudizi e dal mio modo di vedere le cose. Mi riposo dalle mie emozioni - che cadono come foglie in autunno - e mi lasciano nuda e scabra. Mi riposo anche dal linguaggio dall'uso delle parole, lo abbandono in quanto raggiungo la destinazione e non mi serve più, inutile come una barca dopo aver attraversato il fiume.

mercoledì 6 marzo 2024

Di nuovo il vento

 Di nuovo il vento.
Non so se mi sollecita a fare oppure mi sollecita a lasciarmi abbracciare da lui.
Non lo intendo a volte, so che mi ama e lo amo anch'io.
Voglio continuare a scrivere anche se mi sento arida come sabbia.
Come faccio ad avere in me vita?
Da ragazza avrei voluto fare il capitano di lungo corso anche se non so tuttora cosa significhi esattamente, ma era legato al mio immaginario per potere così solcare mari incantati, lontano da folle dure e fredde.
Mari smeraldo, insenature che celavano pirati e tesori.
La Marina non era aperta alle donne, ora non lo sono più io.

martedì 5 marzo 2024

Nuova vita sta passando

 Nuova vita sta passando nelle mie vene, nuovo nutrimento alle cellule.
La mia amica è come una nave, solca i mari, prende il vento e conosce le costellazioni, ma non è mai scesa come un sottomarino nei suoni profondi, a volte terrifici, a volte cuore centrale della vita stessa.
Conosce le tempeste e si sa muovere in acque ristrette, ma non è mai morta.
Non ha mai perso tutto, con violenza ed orrore.
Non è mai rimasta sdraiata senza forze sulla cencia di un orrido, con pareti lisce intorno, la schiena illividita e le mani, pluriescoriate, non più in grado di attaccarsi ad un appiglio.
Me ne rallegro per lei.
Lo imparerà da me, come una fiaba, come una saga, come l'altra faccia della luna, quella nera, quella nascosta.
Sottomarini e barche a vela si parlano, no?
Con simboli.

lunedì 4 marzo 2024

Ho un'amica

 Ho un'amica.
Il suo esistere è per me come pioggia benefica, come stimolo a non cedere alla pigrizia, come tentativo di condividere la mia - e la sua - solitudine profonda.
E' come un attracco di un'isola, un pezzo di ponte lanciato nella laguna al cui termine si è agganciato il mio, anche se non so come.
Ma è quasi come i giochi dei bambini, ad incastro, come un puzzle, dove i pezzi si muovono quasi da soli e formano disegni nuovi, mai pensati.
C'è un inizio di migrazione tra le due isole, nuove forme di vita che timidamente cercano di farsi una nicchia dall'altra parte del ponte.
C'è molto da scoprire.
Che sia un'isola grande o piccola poco importa, è trasparente ed è "altro" da me.

venerdì 1 marzo 2024

Dio e io

 Dio e io è la mia casa.
Non m'interessa dove abito, io sono.
E sono amata. Posso vivere ovunque.
Ancora il vento, leggero, che mi sfiora.
Una rana gracida qui vicino; ha piovuto molto e il letto della fiumara è ricco di erbe e di fango; gli oleandri e le buganvillee sfolgorano sotto il sole. 
Vivo e respiro pacificata da quello che ora sperimento.

mercoledì 28 febbraio 2024

Succede che grosse navi

 Succede che grosse navi mi passino sopra, scuotendomi, ma io non sono addetta alla loro sicurezza, anzi devo stare attenta al loro arrivo, immergendomi ancora più in profondità. Al sicuro dalle onde provocate dalle loro enormi eliche.
Faccio parte di una piccola truppa di ricognizione ed è per questo che viaggio leggera, con pochissimo bagaglio.
Non ho casa eppure tutto è la mia casa.

lunedì 26 febbraio 2024

Sono un piccolo sottomarino

 Sono un piccolo sottomarino, una piccola nave da guerra.
Passo spesso inosservata tra le linee nemiche. 
Il momento momento più difficile è quando sono in emersione; è vero che respiro e cambio aria ma divento molto fragile.
Di solito emergo di notte.
Conosco il mare calmo, pieno di strisce argentee; conosco la luminosità del cielo con le sue stelle pulsanti; conosco l'assenza di suono.
Fermo i motori e nessun suono giunge alle mie orecchie, all'inizio tese e guardinghe poi, incantate dal silenzio, si perdono via.
A volte la luce dell'alba mi sorprende e, con rammarico, devo fare in fretta: chiudere il portellone, accendere i motori e cominciare l'immersione.
Qualche volta mi accorgo di una tenuissima luminosità verdina prima, poi appena rosata e alla fine riesco, in quei pochi minuti d'incanto, ad abbracciare tutto il mare, tutto il cielo e tutta la mia solitudine.

giovedì 22 febbraio 2024

Dio

 Dio.
Spesso viene raffigurato con un sorriso fisso, stereotipato.
D'altra parte come raffigurare un Essere in continuo movimento?
Un Essere che non è mai uguale a sé stesso pur essendo sempre perfettamente identico. 


mercoledì 21 febbraio 2024

Manu non sa più

 Manu non sa più quello che vuole.
La vedo che indossa vestiti anonimi e sandaletti dorati. Sto cercando di aiutarla come riesco ma a volte ne vengo respinta. Forse sono troppo dura con lei.
Diversi decenni pesano sulle mie spalle e tre di questi in modo particolare.
A volte vorrei essere come la rena sulla battigia che viene spinta verso terra e poi, dall'onda successiva, viene ripresa verso il mare.
Senza pensieri, senza domande, senza dolore né gioia, in un continuo ripetersi.
a volte, invece, vorrei che un cambiamento qualunque venisse ad interrompere la mia quotidianità, il mio ripetermi.
Inquieta come le nuvole, "che il vento disperde".
Mi sembra di ricordare le parole di un salmo.


martedì 20 febbraio 2024

Da oggi si cambia

 Da oggi si cambia. O da ieri sono cambiata. O dall'altro ieri.
Quando si può dire di essere cambiati? Come si fa a stabilirne il momento? L'attimo?
Prima era, ora non è più. Prima non era, ora è.
Forse solo con la morte. Lì si ha uno stacco netto, preciso. Un taglio che preserva l'essenziale: l'anima. I 21 grammi che Dio aspetta.
C'è un vento leggero ora. E' buio fuori. Un sottofondo di rumori che m'infastidiscono appena.
Ci sarà, da qualche parte, qualcuno che bacia, che sta facendo l'amore, e qualcuno che si sta prostituendo, per soldi o per fame-
Magari anche lì c'è lo stesso vento che sfiora i corpi stanchi e le anime acciaccate. 

venerdì 16 febbraio 2024

I pomeriggi erano caldi

 I pomeriggi erano caldi, ricercavo l'ombra ma amavo guardare l'estate in tutta la sua pienezza. L'aria ferma e, ogni tanto un soffio leggero, quasi impercettibile di vento. Caldo. 
Ero ferma anche io, seduta con i piedi nudi su una seggiola di paglia e lì mi sembrava d'intendere il significato dell'universo.
Ma ora non lo ricordo e Manu vuole rientrare, dice che l'acqua è fredda e il vento le dà fastidio.
Il Vento! E' diventato mite come un agnellino, è come se rinfrescasse solo le idee.

mercoledì 14 febbraio 2024

Da bambina,

 Da bambina, preadolescente, giocavo in un locale ampio, pieno di sole.
Immaginavo di essere su uno yacht - un'orribile crosta regalata a mio padre da una persona che pensava di essere un artista - che navigava nell'oceano.
Una burrasca, una tempesta, onde altissime, vento sferzante, paura, lamenti, fino all'inabissarsi dello yacht.
Io lottavo per rimanere a galla, sentivo le onde su di me, la tensione nei muscoli, il vento ruggente.
Ma trovavo un relitto. il dipinto, e mi arrampicavo sopra, con un remo e un pezzo di tela per vela.
Giacevo lì sopra sdraiata per ore.
Come dopo uno scampato pericolo, come dopo aver trovato un posto di salvezza.
E la zattera andava, spinta da un vento ora forte, ora lieve.
I viveri, non so come, c'erano. Appariva quello di cui avevo bisogno, che fosse acqua o indumenti.
C'era solo una cosa che detestavo con tutta me stessa, quando il vento cessava ed io mi ritrovavo ferma, immobile. Ore intere, pomeriggi interi.
Fantasie di gioco? Non l'ho mai pensato. Quello che sperimentavo era così intenso da essere reale.
Come se già venisse prefigurata la mia vita.

venerdì 9 febbraio 2024

Possedevo una moto

 Possedevo una moto, un'enduro, un fuoristrada goffo e pesante.
Ma poche donne usavano un mezzo del genere ed io lo usavo altera e sicura così da scuotere che mi vedeva.
Credevo o facevo finta di credere di stare bene, di avere trovato quello che cercavo, anche se non sapevo cosa stavo cercando.


mercoledì 7 febbraio 2024

A volte ho invidia

 A volte ho invidia di quelle persone che sembrano aver capito tutto della vita, sorridono e parlano del tempo, di un orlo da accorciare, dei pomodori che sono insipidi. Si scambiano ricette e nomi di medici, discutono con veemenza solo alle riunioni condominiali.
Le donne vanno dal parrucchiere per la tinta mogano e gli uomini mostrano con orgoglio l'ultima macchina acquistata.
Io a volte non so nemmeno se sto mangiando pomodori o zucchine, non so mai se sono buoni o no. Come faccio a partecipare ai loro discorsi?
Allora sorrido e annuisco. Probabilmente pensano che io sia un po' ebete.
Manu vuole uscire - andiamo - mi sollecita.
Sono una tigre pigra, una tigre primordiale, arcaica, con lunghe zanne. Con una zampata potrei atterrare molti di quelli che mi stanno intorno ma mi trattengo.
Dov'è la mia savana? Dove posso correre libera con tutta la potenza che sento dentro nelle gambe e nel cuore?
Dio chiede conto ai suoi animali feroci delle ferite inflitte o sa già che se così li ha fatti, così vanno bene?
Magari mi voglio solo giustificare.
Giustificare comportamenti duri verso gli altri con una sorta di predisposizione naturale : sono una tigre ed ammazzo per vivere.
Che sia nata nel posto sbagliato?
No. Non ho ancora trovato le giuste connessioni.
In ogni luogo ci sono più modi di vita, come piani paralleli, invisibili gli uni agli altri.

martedì 6 febbraio 2024

Scenderò in spiaggia

 Scenderò in spiaggia.
Con i miei fianchi pieni e i miei ricci.
So di essere molto più bella di Manu, lo so e me ne dispiace.
Molti uomini mi guardano e mi mangiano con gli occhi. Un tempo li guardavo anch'io e sceglievo nell'ombra.
Se ti curassi di più - dice Manu - hai una bella pelle, sei alta, con tanti capelli; curati, mostrati al meglio, non essere sempre così ritrosa, ti ho vista sai, sei capace di tenere testa ad un sacco di persone, le giri come vuoi. Fai paura agli uomini, e a quei pochi a cui piaci dici no senza nemmeno uscire una volta con loro.
Oh, Manu. 
Se tu sapessi cosa ho nel cuore, cosa ho vissuto e come mi sembrano tutti così fragili, anche se forse sono io ad essere fragile.

giovedì 1 febbraio 2024

Manu dice

 Manu dice che è ora di scendere in spiaggia; costumino turchese, carino, ciabattine vezzose e pareo in tinta. Abbronzata, con la pelle un po' iridescente per la crema solare: decisamente bella.
A me, a volte, piacerebbe essere come lei, sì, perché si presenta meglio di me, sempre curata e sicura di sé. A onor del vero si lamenta che sta cominciando ad invecchiare, qualche capello bianco e la pelle non più tesissima.
Quando le ho detto che l'unico modo per non invecchiare è morire giovane mi ha guardata in malo modo. Seccata. Parli per niente mi ha detto.
Ho avuto anche io i miei amori. O che pensavo tali.
Passioni violente, selvagge. Ogni tanto le intravedo in qualche coppia di passaggio, come una sorta di riconoscimento inconscio. Anche se io, ora, mi ammanto dietro a occhiali scuri e vestiti castigati.
Un giorno Manu mi ha detto che tanto varrebbe che io andassi a comperare un burqa e mi ci infilassi dentro.
Ho il fuoco dentro, ma non so cosa consumi. Anni?

mercoledì 31 gennaio 2024

Sola

 Sola.
Non sempre con il vento sono sola, forse perché mi ama. Io mi sento amata perché me lo dimostra.
Mi accarezza le spalle, s'infila nei capelli e ci gioca. Per gli altri ho spesso un'aria disordinata, capelli scomposti e abiti non rigorosi.
Ovvio questo, il vento continua a giocare con me, l'ho sempre addosso. 
Sempre, anche se non lo avverto.
Veramente qualche volta sembra che mi lasci ed io arrivo nelle secche.

lunedì 29 gennaio 2024

Alcune persone

 Alcune persone realmente non si distinguono dalle altre - o forse sono io incapace di farlo - ma si ammantano, si coprono con luoghi comuni, certo per difesa.
Come se ci fosse un nemico esterno al quale nascondersi.
Le parole a volte anziché facilitare la comprensione, la impediscono.
Ci sono cose, emozioni, affetti, sapori, esperienze che non si possono condividere che con il silenzio. Non solo, prima di essere una condivisione con altri è un'accettazione dell'esperienza avuta.
Esperienza di vita e di morte.
Esperienza della solitudine.
Solitudine in mezzo a molti perché non si condividono gli stessi interessi, gli stessi ideali e solitudine per conoscere me stessa, la mia anima, i miei desideri.
Nei pomeriggi caldi sono sola, nelle fresche mattine sono sola, con il vento sono sola.

giovedì 25 gennaio 2024

E lo dicono quelli che non credono all'esistenza degli angeli

 E lo dicono quelli che non credono all'esistenza degli angeli, né buoni né cattivi.
Solitudine come qualcosa da sconfiggere, da combattere, da esorcizzare con mille stratagemmi.
Una serata da soli? No, mille volte meglio uscire a vedere vetrine se non si hanno soldi, oppure cinema, pizzeria, teatro, se i soldi ci sono.
Io mi annoio a guardar le vetrine. Mi annoiano.
Preferisco stare sola. Non so se mi trovo più interessante dei vestiti esposti, ma è così.
A volte vago per le lande oscure della mia solitudine; posti inospitali, anfratti cupi, paludi erbose, dove incespico. A volte prati fioriti o fiordi luminosi.
Sono un esploratore, si segnano mappe nel mio cuore. Chissà quanta e di quale qualità sarà la cartografia che avrò fatto prima di morire.

lunedì 22 gennaio 2024

La gente.

 La gente.
Che parola strana, come se le persone, messe insieme, non si potessero distinguere, tutte uguali.
Io non mi sento uguale, non dico peggiore o migliore, diversa.
E' come se stessi cercando casa, come se stessi cercando il mio popolo.
O, forse, la mia gente, nel senso di persone uguali a me.
Per condividere la solitudine? mi chiedo.
Perché io sono sola. Lo sono da sempre.
Forse tutte le persone sono sole, ma non riescono ad intuirne la bellezza e la potenza.
Ho detto potenza, non potenzialità.
Sono potente oppure ho potenza? I verbi avere ed essere si rincorrono in me, a volte si sovrappongono e si cancellano a vicenda e rimango io.
Con la mia anima, la mia coscienza. Non mi piaccio sempre, qualche volta sì.
Certi dicono il demone della solitudine. Quale demone? La solitudine un demone?
Mi viene da ridere.
Sono sempre stata sola, quindi sempre in compagnia di un demone?


mercoledì 17 gennaio 2024

Una donna elegante

 Una donna elegante sta passando a piedi sulla strada.
abito bianco in lino e chiari sandali bassi. Tiene con una mano il cappello a larghe tese per il forte vento.
Il vento mi placa.

lunedì 15 gennaio 2024

giovedì 11 gennaio 2024

Avevo una tenda

 Avevo una tenda. Di lana azzurra.
Avevo preso una vecchia copertina , un poco rotta, di mia sorella, tre bastoni in plastica, quelli che si usavano per sostenere le piante di pomodori in giardino, e mi ero fatta la casa. Traballante ma tutta mia.
Era un luogo sacro, il luogo dell'incontro.
Lì ritrovavo le mie origini e il fine ultimo. Lì il vento diventava brezza.
Ne uscivo pacificata.

mercoledì 10 gennaio 2024

Correvo per il giardino

 Correvo per il giardino, combattendo contro draghi.
A volte venivo fatta prigioniera ma arrivava sempre qualcuno a liberarmi.
Qualche volta era un principe su un cavallo bianco, altre gli indiani.
Ricordo che sparavano tutti contro gli indiani - brutti e cattivi - dicevano.
A me piacevano e per questo mi sentivo un po' in colpa, come se stessi trasgredendo ad un codice non scritto ma comunque vero, un codice sociale accettato da tutti.
E io correvo per il giardino uccidendo draghi con spade di fuoco.

lunedì 8 gennaio 2024

Stamattina ho passato una crema anticellulite

 Stamattina ho passato una crema anticellulite sulle gambe anche se sono quasi sicura di non averne bisogno.
Non voglio attendere la morte e basta. Non voglio.
Il mare è sempre più blu.
A volte è migliore l'idea di una nuotata vivificante che la nuotata stessa, forse perché il desiderio è più vivo e intenso.
Il vento continua ad accarezzarmi.
Conosco una famiglia con tre bambini piccoli la cui madre, che si occupa personalmente di loro, è sempre impeccabile: tacchi alti, vita sottile, trucco e unghie smaltate. Forse è di un altro pianeta o, forse, lo sono io.
O, forse, l'invidio.
Non ho il coraggio di vivere una passione fino in fondo.

giovedì 4 gennaio 2024

In fondo al giardino

 In fondo al giardino c'era una piccola costruzione prima adibita a pollaio, ora a deposito degli attrezzi.
In quel periodo era quasi vuoto, solo qualche oggetto polveroso e il tetto bucato.
Con mia sorella avevo portato dentro una vecchissima panchetta di legno tarlato, avevo costruito un rudimentale cancello e lo chiudevo piano, con gioia, quando entravo.
Nella mia casa.
Avrei voluto trasferirmi lì, ma papà non riparava il tetto e la mamma non mi dava la stufetta per l'inverno.
Rimanevo lì per ore.
Ogni tanto spazzavo il pavimento e invitavo mia sorella, che ci veniva poco volentieri. Preferiva giocare alle signore con le bambole e i piattini e le tazzine e i passeggini ed io che la seguivo dicendo che una principessa è meglio di una signora.

martedì 2 gennaio 2024

Il tempo non è essenziale

 Il tempo non è essenziale, è necessario, spesso.
Correvo in giardino, mai sola.
Sentivo mia madre chiamarmi e chiedermi di salire in camera a prendere degli appendini per le camicie.
Andavo.
Per salire le scale dovevo passare davanti alla lavanderia dove mia madre stava stirando e, non senza stupore, la udivo ripetere quello che avevo già sentito in giardino.
Le dicevo: sto già andando, me lo hai già detto.
Figurati - diceva lei - ti ho appena vista, non mi metto a gridare per tutto il giardino.
Io sentivo la sua voce ferma, come se l'avessi avuta vicina, solo che la sentivo prima che lei parlasse.
Salivo le scale, prendevo gli appendini e glieli portavo, come sospesa in aria.
Localizzavo gli oggetti prima di entrare nella stanza. O forse li ricordavo.