Ho un'amica.
Il suo esistere è per me come pioggia benefica, come stimolo a non cedere alla pigrizia, come tentativo di condividere la mia - e la sua - solitudine profonda.
E' come un attracco di un'isola, un pezzo di ponte lanciato nella laguna al cui termine si è agganciato il mio, anche se non so come.
Ma è quasi come i giochi dei bambini, ad incastro, come un puzzle, dove i pezzi si muovono quasi da soli e formano disegni nuovi, mai pensati.
C'è un inizio di migrazione tra le due isole, nuove forme di vita che timidamente cercano di farsi una nicchia dall'altra parte del ponte.
C'è molto da scoprire.
Che sia un'isola grande o piccola poco importa, è trasparente ed è "altro" da me.
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