venerdì 29 marzo 2013

Cuore 3

Il cuore reagisce a quanto arriva dalla periferia del corpo, dalla periferia delle emozioni, dalla parte più a contatto con "l'altro" e fa un continuo bilancio tra quello che gli arriva e quello che ha a disposizione. 
Bilancio tra le azioni e le conseguenze delle nostre azioni.
Vale a dire che l'attività arteriosa è il riflesso dell'attività venosa, ed ha una coscienza morale.
Come cambierebbero le situazioni se al posto di una cultura cerebrocentrica ce ne fosse una emocentrica?
Il cuore se ne sta fermo al suo posto, tanto sangue gli arriva e tanto ne deve mandare via. E' tenuto stabile da vene ed arterie a forma di croce.
Si può dire che il cuore è crocifisso nel torace?


martedì 26 marzo 2013

Cuore 2

Il cuore è sempre stato la sede della coscienza per molte culture e questo implica una forza morale.
Quando misuriamo la pressione arteriosa, misuriamo circa il 15% del nostro sangue totale. E il resto?
Se si dovesse far passare il sangue nei capillari con una pressione sufficiente a vincere l'elasticità dei vasi stessi, si romperebbero tutti, infatti non c'è sufficiente forza propulsiva del cuore, alla periferia del corpo.
Si può avere la circolazione extracorporea solo in un organismo vivente, non in un cadavere.
Non solo, ma il sangue ricco in anidride carbonica sostiene i processi anabolici, quelli costruttivi, come nel feto, dove infatti arriva sangue già "sporco" dopo essere transitato nel corpo materno, mentre la saturazione in ossigeno sostiene la coscienza e i processi catabolici dell'organismo.
Nell'embrione il circolo sanguigno comincia a formarsi nella zona più periferica, in quella che sarà la zona dei capillari, si forma come un flusso di liquido plasmatico spontaneo e il cuore è il risultato dell'incontro di questi minuscoli flussi spontanei.
E' come se in una casa in costruzione  prima cominciasse il passaggio dell'acqua e poi si mettessero i tubi per radunarla e farla passare.
Il sangue nasce dalla periferia!
E questa cosa è una meraviglia.
Ma non ho ancora finito di raccontare.

giovedì 21 marzo 2013

Cuore

Il sangue, considerato come organo in movimento in un circuito chiuso è  un sapere di recente acquisizione,
Prima del 1600 si pensava che man mano il sangue si allontanava dal cuore, spariva verso la periferia del corpo, e poi se ne formava del nuovo.
Si pensava che le vene fossero cave per far passare il soffio vitale, soffio che riformava ogni volta sangue nel cuore.
Il sangue deve essere sempre in movimento, anche nelle vene non è a velocità costante, perché fermandosi si coagulerebbe in un tempo brevissimo. Infatti il suo movimento risponde alla variazione di uno stato emotivo e alla variazione di movimento fisico.
Nella testa si riflettono le cose e nel sangue avvengono realmente, in pratica il cuore modifica la sua attività in funzione delle esigenze dell'organismo.
E questa è la prima parte, settimana prossima la seconda.