giovedì 28 dicembre 2023

Manu mi dice

 Manu mi dice che è ovvio il farsi belle, ovvia la ricerca del benessere.
Per se stessi, dice. E per gli altri, aggiunge.
Non so. Ho il vento che mi passa attraverso come fossi di velo.
Anche le parole di Manu mi giungono ma escono subito. Non le trattengo.
Sono fatta d'aria anch'io e corro forte con il vento .
Su colline profumate d'agave.
Mi rotolo su spiagge d'avorio.
Passo, accarezzandole, le fronde di alberi.
Vivo.
Manu dice che non l'ascolto.
Lei vorrebbe correre su un'auto potente e vorrebbe sposare una persona, amatissima, che non abbia bisogno del suo lavoro per vivere. Per il pane e il companatico.

mercoledì 27 dicembre 2023

Il ragazzo del piano di sotto

Il ragazzo del piano di sotto, Antonio, ha i capelli neri e la barba, piccina, gialla.
Lui è convinto di averla bionda.
Palestrato e con una macchina sportiva di grossa cilindrata.
Penso piaccia a molte donne, non più a sua moglie.

venerdì 22 dicembre 2023

Mi inabissavo con lui

 Mi inabissavo con lui in luoghi che pochi hanno visto e perdevo il senso dello spazio e del tempo.
Il vento mi riprendeva quando ero ormai satura, mi appoggiava contro il muro e soffiava forte facendomi rabbrividire.
Era ora di rientrare. 
Il mare si scostava, lento.
Dormivo pacifica, dopo.
Al mattino, in spiaggia, mia madre temeva che potessi avere problemi con l'acqua.
Problemi io? Con il mare?
Ero così stupefatta che rimanevo in piedi a guardarla e non trovavo parole per spiegarle che io e il mare eravamo una cosa sola.
Ma lui mi veniva in aiuto.
E' un segreto - diceva. Un segreto trame e te. La mamma non lo sa che ci vogliamo bene.
Ero stupita. Possibile che non si vedesse?
Ci provavo comunque a spiegarmi. Il mare è mio amico, mamma. Non mi può fare del male. Non può. E' mio amico.
Non capiva.
Ed io mi tuffavo, libera e felice in lui.
Ho imparato da sola a nuotare, subito. Sono entrata in acqua e sono rimasta a galla. Ho mosso le braccia, poi le gambe. C'ero tutta. Ho riso.
Bene.

giovedì 21 dicembre 2023

Scostavo la tenda della camera

Scostavo la tenda della camera con il cuore che batteva forte.
A volte mia madre non si accorgeva che lasciavo la portafinestra accostata per non fare rumore quando uscivo a piedi nudi sul balcone.
Mi chiedevo sempre, con un po' di timore, come fosse il mare. 
Ogni notte.
E ogni notte rideva nel baciarmi.
Stavo ferma, seduta sulle fredde piastrelle della pensione Mary e mi lasciavo amare.
L'amore l'ho conosciuto così, potente e forte. Sommesso e tenero.
Completamente mio.

Ora non voglio niente di meno.

Arrivava il vento, mi accarezzava piano sulla guancia. Ridevo.
Chiedevo al mare quando avrei potuto raggiungerlo.
Non ora - diceva. Più tardi. Non ora.



mercoledì 20 dicembre 2023

Ci amavamo in silenzio

Ci amavamo in silenzio.
A quattro anni sapevo cos'era l'amore.
Ogni tanto rideva.
Un tempo pensavo che tutti lo sentissero ridere. Non è vero.
Io l'ho sentito per lunghi anni. Ora no.
Mi conosce sempre. Ma come amante ormai stanco.
Gli rivolgo piccole parole un po' aride.
Rimani vento. Rimani.
Non ti preoccupare per i miei capelli, non li ho mai in ordine. Anche loro sfuggono al tentativo di "metterli a posto".
Quale posto?
La spiaggia è bianca, quasi deserta.
Fiori colorati nei capelli, fiori di plastica sulle ciabattine da mare.
Mi piacerebbe scrollare ad una ad una tutte le persone che vedo passare e chiedere piano cosa fanno. E perché lo fanno.

martedì 19 dicembre 2023

Si fanno appoggiare il braccio intorno alle spalle

Si fanno appoggiare il braccio intorno alle spalle e si sentono protette.

Da chi?  Da cosa? 

Dall'inverno del cuore?

Hanno paura del silenzio. 

Anch'io ho paura del silenzio.

Non quando c'è il vento.

Siamo amici. Io, il vento e il mare.

Mi alzavo durante la notte, quando mia madre dormiva - e ne ero sicura perché attendevo a lungo il suo respiro pacato - e uscivo sul balcone di fronte al mare. 

Mi aspettava tutte le notti. 
Ciao, mi salutava sempre per primo.
Ciao, dicevo.

lunedì 18 dicembre 2023

... e intanto nell'ombra dei loro armadi tengono lini e lavande (Bruno Lauzi)

Agosto di anni fa.

Osservo dal balcone i passanti nel caldo di agosto.

Sembrano tutti determinati a qualche cosa. Ad abbronzarsi, a camminare con i tacchi alti, a curarsi la pelle, i capelli.

Io assorbo il vento.

Forse è per questo che ho la mente inquieta.

No.

Il vento mi placa.

Mi penetra nella pelle, mi raggiunge il sangue, lo sento scorrere dentro con la linfa. Vorrei essere un albero, vorrei essere ovunque nel medesimo istante, vorrei essere parte di tutto.

Ora.

Non calmarti vento. Soffia, soffia forte sulle mie paure e sulle mie illusioni.

Camminano come se avessero il mondo in mano. Sono fragili e non lo sanno.