Gente da poco, abbruttita dalle fatiche e dalle intemperie, dai grossi zoccoli rumorosi e sporchi. Non so come meglio dire, ma proprio erano somari da poco.
Per farla breve, Aristide - è così che si chiama quello che ha nitrito - fece subito amicizia con loro, non mangiando per dare loro la sua cena.
Pensate un po' che gente, neanche si erano portati la cena, e andavano in giro così, senza pudore e ritegno, ad elemosinarla.
E lui, Aristide, che ci casca come un fico e tutto contento dà loro la sua.
Che brutta razza di asini che c'è in giro. Fannulloni e nullatenenti!
Gli avessero fatto almeno un regalo.
Niente. Ma proprio niente!
Sì, l'hanno ringraziato con un sorriso, ma con un sorriso uno non si riempie mica la pancia.
Nei giorni seguenti Aristide era tutto contento, e io gli dicevo - perché sapevo che era un poco di buono, molto portato a sognare ma non a lavorare - di stare attento, che non s'impostava così la vita, che l'importante era avere una bella casa e la pancia sempre piena.
Eh sì, non per altro ma io ho capito subito che lui avrebbe desiderato andare a vivere con quegli asini delle montagne.
Sai che sviolinate! Sì, per un po' potrebbe anche darsi che sia bello vivere a contatto con la natura, mangiando rare erbette purificatrici.
Ma dopo? Quando viene l'inverno? Cosa si fa?
Cosa fanno quegli stupidi, scusate ma è proprio il caso di chiamarli così, che non hanno pensato ai tempi grami?
Bella, bella la primavera. bellissima l'estate. E l'inverno?