venerdì 29 marzo 2024

Vorrei avere, questa sera,

 Vorrei avere, questa sera, i capelli lunghi.
Lunghissimi, da sentirli fino alle reni e farli ondeggiare tutti insieme.
Vorrei.
Ma questo desiderio è utile al compimento del mio desiderio profondo?
Al fatto di giungere nel, al luogo amato?
E' ininfluente?
E se fossi senza capelli sarebbe utile?
Potrebbe esser un ulteriore passo nell'oceano di dolore?
Oppure il fatto di avere una miriade di capelli, e trovare acclamazione negli altri, potrebbe essere un dispiacere di non avanzare nell'oceano e quindi, essendo comunque dolore, avanzare?

giovedì 28 marzo 2024

Sono tuttora un tentativo

 Sono tuttora un tentativo.
Tento di vivere, di essere limpida, di essere vera.
Tento persino di amare.

mercoledì 27 marzo 2024

Era come un luogo

 Era come un luogo dove avrei voluto stare per sempre-
Ma quel "luogo", quell'armonia mi chiedeva, mostrandolo gentilmente, se volevo entrare nell'oceano di dolore.
I miei piedi erano nudi sulla spiaggia, vicino alle piccole onde.
Ed io ho detto: " se proprio vuoi, ci pucio i piedi" e quel suono , quella voce ha riso.
Felice-
Ed io mi sono ritrovata seduta in macchina.
Scossa? Non so. Sicuramente stupita che mi succedesse questo.
Chi ero io, cosa significava quella scena, perché a me?
Cosa avevo di diverso dagli altri perché io dovessi avere queste informazioni?
Da dove arrivavano, a cosa conducevano?
Anni per dare loro un tentativo di risposta. Anni.

venerdì 22 marzo 2024

Ma quella voce!

 Ma quella voce!
La bellezza di quella voce.
Il suono perfetto, l'armonia fatta luce, fatta suono.
Cascate di perle perfette che scorrevano su blocchi d'argento purissimo.

giovedì 21 marzo 2024

Ma io lì dentro

 Ma io lì dentro non ci volevo entrare.
Chi vuole entrare in un oceano di dolore?

lunedì 18 marzo 2024

Molti anni fa,

 Molti anni fa, mentre in una tiepida giornata invernale attendevo in macchina mio padre, è successo che mi sia ritrovata davanti ad un oceano immenso, che sapevo essere di profondità abissali, ed ho sentito una voce - ancora adesso tento di ricordarne l'assoluta bellezza - una voce che proveniva da spazi siderali, da una lontananza senza confini, una voce simile a perle su argento, che mi chiese se avessi voluto entrare.
Entrare nel dolore, perché quello era un oceano di dolore.
Non esisteva il tempo in quel luogo, ma sapevo che avrei comunque dovuto dare una risposta a quella domanda.
E la domanda era semplice, e la risposta era semplice: sì o no.

giovedì 14 marzo 2024

Amo la vita

 Amo la vita, il suo dispiegarsi sereno, la sua bellezza profonda mentre il dolore di ciascuno mi ha sempre turbata.
Vorrei essere uno sciamano forse perché questa parola evoca un sapere profondo, una partecipazione emotiva, un toccare punti della rete cosmica, una libertà mediata da riti.
Ma è un sapere che viene dato, non costruito, è un avvicinarsi con umiltà e anche timore al mistero stesso della vita, in tutte le sue modalità espressive.
E' un mettersi a servizio dell'uomo, senza giudicarlo ma comprendendolo tutto.
Comprendere.
Oggi sono stata ripresa su questo termine, sull'uso e sul significato di questa parola.
Solo Dio può comprendere mi è stato detto. Se è così, bene, allora io voglio far parte di Dio, essere mare, oceano con Lui, dove non si sa quale goccia sia io e quale Dio. Ecco.
Dico così ma ho paura di quello che dico. E' terribile quello che ho appena detto perché vuol dire condividere. 
Condividere tutto.

mercoledì 13 marzo 2024

C'è molto caldo oggi

 C'è molto caldo oggi, l'estate è nel suo pieno e comincerà, con lieve malinconia, a decrescere.
Nei prossimi mesi si stabilizzeranno idee, forme di energia ora ancora poco visibili, ma che sento potenti sotto pelle. Pulsano e battono come il ritmo stesso della vita, come un suono ancestrale che si sta ricollegando alla sua origine ora nascosta.
Che nascerà e che si mostrerà a tutti.
Con dolore? 
Non so, deve essere come un parto, si taglierà qualcosa e si lacererà qualcosa d'altro. Ma solo da festeggiare, con balli, canti e suoni di gioia.
Mesi fa ho comunicato alla mia famiglia la decisione di lasciare il lavoro che ora svolgo.
Sconcerto da parte di alcuni e muro da parte materna.
Tuttora non mi viene chiesta alcuna cosa, come se non avessi parlato, come se tutto dovesse procedere in questa forma di grande insoddisfazione, da parte mia, ma di acque calme in superficie.
Ma sotto, le onde si muovono e crescono in determinazione e forza e chi le vedrà sarà stupito. 

lunedì 11 marzo 2024

Posseggo un certo decadentismo

 Posseggo un certo decadentismo che sento comunque come profondamente mio solo nella forma, anche se questa diventa veicolo di sostanze e parole.
Fa caldo ora e nemmeno il vento, caldo pure lui, riesce a darmi sollievo.
Vorrei conoscermi meglio per poter vivere più intensamente ma una sorta di dolce pigrizia mi avvolge ed io nicchio, rimando, mi crogiolo nelle mie incertezze, trovandone sicurezza.
Il futuro rimane nascosto, nemmeno pensato né ipotizzato, così lo esorcizzo.
Perché io non ho ricordo della mia storia, solo dei brani ai quali mi aggrappo tentando di mettere ordine e cercando di dare un senso a quanto ho vissuto.
Come approdi a piccole e scoscese isole, fuori dalle rotte cognite.
Perché quello che io conosco è il mare tra le isole, è la tempesta scura, è l'immobilità forzata, è l'assenza di contatti, è l'annullamento totale della possibilità di muovermi lungo binari da me scelti.
Conosco la violenza costante, improvvisa, subdola, nascosta.

venerdì 8 marzo 2024

Si delineano

 Si delineano, con le parole, i dati della realtà delle cose ma non si può confondere la realtà delle cose con le parole.
Si può suggerire il movimento della vita, non la vita stessa.
Amo vivere, in profondità, le cose, mi rimescolano, le gusto con gli occhi, con la pelle e anche se è un piacere più intellettivo deve in un qualche modo passarmi attraverso la pelle per poterlo intendere.
Ma ci sono altri modi di vivere e di intendere le cose, la realtà.
Come succede alla mia amica, dove la sua comprensione passa attraverso segni, grafismi, attraverso spazi vuoti collegati da esili fili. E questo è il suo modo d'intendere vero, reale e profondo.

giovedì 7 marzo 2024

Non sento il peso degli anni

 Non sento il peso degli anni, ho in me angoli vergini, intatti, dove spesso mi rifugio, come una caverna, come una capanna sul monte, come un giardino segreto, dove riposo.
E c'è una fonte - S. Giovanni della Croce dice ... la fonte io so, non v'è origine alcuna ma tutte le origini in sé aduna -, che in modo a me sconosciuto mi disseta completamente. A volte contiene il succo dell'oblio ed io dimentico chi sono, i miei anni, i miei affanni, le mie gioie. A volte.
E mi riposo dal passato, dal presente e dal futuro. Mi riposo dalle mie idee, dai miei giudizi e dal mio modo di vedere le cose. Mi riposo dalle mie emozioni - che cadono come foglie in autunno - e mi lasciano nuda e scabra. Mi riposo anche dal linguaggio dall'uso delle parole, lo abbandono in quanto raggiungo la destinazione e non mi serve più, inutile come una barca dopo aver attraversato il fiume.

mercoledì 6 marzo 2024

Di nuovo il vento

 Di nuovo il vento.
Non so se mi sollecita a fare oppure mi sollecita a lasciarmi abbracciare da lui.
Non lo intendo a volte, so che mi ama e lo amo anch'io.
Voglio continuare a scrivere anche se mi sento arida come sabbia.
Come faccio ad avere in me vita?
Da ragazza avrei voluto fare il capitano di lungo corso anche se non so tuttora cosa significhi esattamente, ma era legato al mio immaginario per potere così solcare mari incantati, lontano da folle dure e fredde.
Mari smeraldo, insenature che celavano pirati e tesori.
La Marina non era aperta alle donne, ora non lo sono più io.

martedì 5 marzo 2024

Nuova vita sta passando

 Nuova vita sta passando nelle mie vene, nuovo nutrimento alle cellule.
La mia amica è come una nave, solca i mari, prende il vento e conosce le costellazioni, ma non è mai scesa come un sottomarino nei suoni profondi, a volte terrifici, a volte cuore centrale della vita stessa.
Conosce le tempeste e si sa muovere in acque ristrette, ma non è mai morta.
Non ha mai perso tutto, con violenza ed orrore.
Non è mai rimasta sdraiata senza forze sulla cencia di un orrido, con pareti lisce intorno, la schiena illividita e le mani, pluriescoriate, non più in grado di attaccarsi ad un appiglio.
Me ne rallegro per lei.
Lo imparerà da me, come una fiaba, come una saga, come l'altra faccia della luna, quella nera, quella nascosta.
Sottomarini e barche a vela si parlano, no?
Con simboli.

lunedì 4 marzo 2024

Ho un'amica

 Ho un'amica.
Il suo esistere è per me come pioggia benefica, come stimolo a non cedere alla pigrizia, come tentativo di condividere la mia - e la sua - solitudine profonda.
E' come un attracco di un'isola, un pezzo di ponte lanciato nella laguna al cui termine si è agganciato il mio, anche se non so come.
Ma è quasi come i giochi dei bambini, ad incastro, come un puzzle, dove i pezzi si muovono quasi da soli e formano disegni nuovi, mai pensati.
C'è un inizio di migrazione tra le due isole, nuove forme di vita che timidamente cercano di farsi una nicchia dall'altra parte del ponte.
C'è molto da scoprire.
Che sia un'isola grande o piccola poco importa, è trasparente ed è "altro" da me.

venerdì 1 marzo 2024

Dio e io

 Dio e io è la mia casa.
Non m'interessa dove abito, io sono.
E sono amata. Posso vivere ovunque.
Ancora il vento, leggero, che mi sfiora.
Una rana gracida qui vicino; ha piovuto molto e il letto della fiumara è ricco di erbe e di fango; gli oleandri e le buganvillee sfolgorano sotto il sole. 
Vivo e respiro pacificata da quello che ora sperimento.