A volte ho invidia di quelle persone che sembrano aver capito tutto della vita, sorridono e parlano del tempo, di un orlo da accorciare, dei pomodori che sono insipidi. Si scambiano ricette e nomi di medici, discutono con veemenza solo alle riunioni condominiali.
Le donne vanno dal parrucchiere per la tinta mogano e gli uomini mostrano con orgoglio l'ultima macchina acquistata.
Io a volte non so nemmeno se sto mangiando pomodori o zucchine, non so mai se sono buoni o no. Come faccio a partecipare ai loro discorsi?
Allora sorrido e annuisco. Probabilmente pensano che io sia un po' ebete.
Manu vuole uscire - andiamo - mi sollecita.
Sono una tigre pigra, una tigre primordiale, arcaica, con lunghe zanne. Con una zampata potrei atterrare molti di quelli che mi stanno intorno ma mi trattengo.
Dov'è la mia savana? Dove posso correre libera con tutta la potenza che sento dentro nelle gambe e nel cuore?
Dio chiede conto ai suoi animali feroci delle ferite inflitte o sa già che se così li ha fatti, così vanno bene?
Magari mi voglio solo giustificare.
Giustificare comportamenti duri verso gli altri con una sorta di predisposizione naturale : sono una tigre ed ammazzo per vivere.
Che sia nata nel posto sbagliato?
No. Non ho ancora trovato le giuste connessioni.
In ogni luogo ci sono più modi di vita, come piani paralleli, invisibili gli uni agli altri.
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