La corrente di energia che avvertivo pochi giorni fa non è stata sufficiente a difendermi.
Dopo la sgradevole esperienza di essere derubata della mia borsa preferita, con annessi e connessi, si è riaccesa la mia conflittualità con il cibo.
Tra ieri e oggi l'anarchia ha imperato!
Ma non mi arrendo, non mi arrendo.
Ci provo ancora, altroché se ci provo ancora!
lunedì 28 maggio 2012
venerdì 25 maggio 2012
Primi passi
Mi sento libera, ecco, così è la prima sensazione che mi sì è presentata poco fa mentre decidevo di scrivere dell'esperienza che sto facendo.
Libera di mangiare.
Mi sembra persino uno sproposito il solo pensarlo, ma lo avverto sottopelle, come una corrente energetica positiva, che mi difende e mi dà forza.
Come dire, sono soddisfatta di me, di quello che mangio.
Ma la meraviglia è che non sto ingrassando.
Libera di mangiare.
Mi sembra persino uno sproposito il solo pensarlo, ma lo avverto sottopelle, come una corrente energetica positiva, che mi difende e mi dà forza.
Come dire, sono soddisfatta di me, di quello che mangio.
Ma la meraviglia è che non sto ingrassando.
lunedì 21 maggio 2012
Bugia
Ho mentito, mi sono raccontata una storia, ed ho creduto ad essa giusto per il tempo di soddisfare una voglia.
Stavo in un mondo parallelo dove la mia fantasia crea e deposita le storie e ne ho tirata fuori una, a mio uso e consumo, potente e subdola dalla quale ho avuto piacere.
Ho mangiato dolcetti (ma si sono rivelati scherzetti) con pensieri famelici di contorno dicendomi che erano assolutamente necessari, che non era il caso di prenderne dieci, che era una necessità fisiologica, una necessità emotiva e che, comunque, non interessava a nessuno che io tenessi fede ad una promessa.
Mi secca molto scrivere questo, mi sento un po' imbecille, ma così è stato.
Il fatto di scriverlo mi dà coraggio però.
Ci provo ancora.
Stavo in un mondo parallelo dove la mia fantasia crea e deposita le storie e ne ho tirata fuori una, a mio uso e consumo, potente e subdola dalla quale ho avuto piacere.
Ho mangiato dolcetti (ma si sono rivelati scherzetti) con pensieri famelici di contorno dicendomi che erano assolutamente necessari, che non era il caso di prenderne dieci, che era una necessità fisiologica, una necessità emotiva e che, comunque, non interessava a nessuno che io tenessi fede ad una promessa.
Mi secca molto scrivere questo, mi sento un po' imbecille, ma così è stato.
Il fatto di scriverlo mi dà coraggio però.
Ci provo ancora.
venerdì 18 maggio 2012
Paranoia
... ho aperto il frigo e c'erano cinque prugne.
Mi sono chiesta se mangiandone una avrei dovuto uscire per prendere le altre cinque che mancavano per fare dieci.
Nel dubbio non sono riuscita ad allungare la mano ed ho richiuso la porta.
Per poi riaprirla e ripormi la domanda. Diverse volte così, fino a che mi sono annoiata dei miei pensieri, di me e anche delle prugne.
Ho dubbi su quello che mi sono proposta, continuo a cercare punti di fraintendimento che mi diano il "permesso" di fare in modo diverso, di giustificarmi, se non rispetto quello che, pochi giorni fa, ho detto di voler fare.
Ma penso che una promessa è una promessa e il fatto di rispettarla è un rimedio all'incertezza del futuro.
Mi sono chiesta se mangiandone una avrei dovuto uscire per prendere le altre cinque che mancavano per fare dieci.
Nel dubbio non sono riuscita ad allungare la mano ed ho richiuso la porta.
Per poi riaprirla e ripormi la domanda. Diverse volte così, fino a che mi sono annoiata dei miei pensieri, di me e anche delle prugne.
Ho dubbi su quello che mi sono proposta, continuo a cercare punti di fraintendimento che mi diano il "permesso" di fare in modo diverso, di giustificarmi, se non rispetto quello che, pochi giorni fa, ho detto di voler fare.
Ma penso che una promessa è una promessa e il fatto di rispettarla è un rimedio all'incertezza del futuro.
martedì 15 maggio 2012
Dieci mele
Bene, direi che oggi è andata bene.
Mi sono sentita libera dal pensiero del cibo ed ho trovato appagante questa sensazione.
Pensavo che non avrei sopportato il fatto di mangiare dieci mele quando il desiderio era legato ad una mela sola. Così non ho mangiato nemmeno quella, fuori pasto.
Perché per ben due volte ho messo, con soddisfazione, le gambe sotto al tavolo ed ho mangiato quello che mi andava di mangiare, sempre accompagnata da una sensazione di leggerezza.
Per oggi è così, domani...
Mi sono sentita libera dal pensiero del cibo ed ho trovato appagante questa sensazione.
Pensavo che non avrei sopportato il fatto di mangiare dieci mele quando il desiderio era legato ad una mela sola. Così non ho mangiato nemmeno quella, fuori pasto.
Perché per ben due volte ho messo, con soddisfazione, le gambe sotto al tavolo ed ho mangiato quello che mi andava di mangiare, sempre accompagnata da una sensazione di leggerezza.
Per oggi è così, domani...
lunedì 14 maggio 2012
Faccio : voce del verbo fare
Un paradosso, ecco cosa faccio da adesso fino al 14 agosto.
Ho deciso di sperimentare un comportamento alimentare paradossale per cercare un modo diverso di sentirmi in forma.
Ho iniziato questa sera.
L'idea è quella di mangiare regolarmente ai pasti, senza fare il bis di alcuna cosa - anche se buonissima - e di non toccare i fuori pasto.
Ma, ed è questo il paradosso, se mi concedo una ciliegia in più, beh, ne mangerò 10 anziché una. Se mi concedo un pezzetto di torta in più ne mangerò 10 anziché uno. Solo un pezzetto di cioccolato piccolo piccolo? Bene, dieci pezzetti di cioccolato piccoli piccoli.
E niente calcolo di calorie, assolutamente no!
Tre mesi di prova per sperimentare cosa succede.
Lo faccio, anzi lo sto già facendo.
giovedì 10 maggio 2012
Il mezzo è il messaggio
L'informazione potrebbe essere anche in una mancanza.
Un qualcosa che si attende e che non arriva, un gesto mancato, una parola non detta, anche queste cose sono informazioni che definiscono una situazione, un progetto, un modo di essere.
venerdì 4 maggio 2012
se non ora, quando?
Quando farò questo e quello?
Pare che la risposta giusta sia quella di farlo ora, subito.
E se non ne avessi voglia? E se non lo desiderassi? E se mi desse dolore?
A volte vorrei entrare in letargo e dormire per un tempo lunghissimo così da risvegliarmi quando sono cambiate le condizioni, le situazioni che mi possono dare difficoltà o dolore o fatica.
Ma sarei cambiata anche io e le situazioni di prima non avrebbero comunque la stessa incisività su di me e ce ne sarebbero altre che dovrei affrontare, probabilmente nello stesso ambito e, forse, di ampiezza maggiore.
Ah, la vita!
Pare che la risposta giusta sia quella di farlo ora, subito.
E se non ne avessi voglia? E se non lo desiderassi? E se mi desse dolore?
A volte vorrei entrare in letargo e dormire per un tempo lunghissimo così da risvegliarmi quando sono cambiate le condizioni, le situazioni che mi possono dare difficoltà o dolore o fatica.
Ma sarei cambiata anche io e le situazioni di prima non avrebbero comunque la stessa incisività su di me e ce ne sarebbero altre che dovrei affrontare, probabilmente nello stesso ambito e, forse, di ampiezza maggiore.
Ah, la vita!
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