venerdì 29 giugno 2012

Carcere

Parlando del carcere, Valpreda ha detto in un suo libro che " qui dentro, il tempo comprime lo spazio.... lo spazio rimpicciolisce e il tempo si allarga".
Posso applicare questa affermazione anche al fatto di non avere sbarre fisiche davanti, di non essere in un luogo con una limitazione della libertà datami da altri ma essere io un luogo con limitazioni datemi da me stessa?
Il fatto di scegliere, di fare una scelta che implica la rinuncia costosa a qualcos'altro, in termini di piacere immediato per esempio, può determinare la sensazione, la sperimentazione che il tempo si allarghi?
Ma in quante carceri vivo?

martedì 26 giugno 2012

Coni gelato

Oggi pomeriggio, mentre camminavo per le vie, la mia attenzione continuava ad andare alle persone che stavano mangiando un gelato.
Meglio, la mia attenzione andava direttamente ai coni gelato. 
Coni ancora da iniziare, coni colanti in manine appiccicose di bambini, coni colorati di giallo e azzurro, coni limone e vaniglia.
Ho pensato che avrei potuto prenderne uno anche io ma, un istante dopo, ho pensato che se lo avessi fatto ne avrei dovuti mangiare dieci e la cosa non mi è sembrata fattibile.
Mi sono sentita autolimitante, non libera, come una persona dalle vedute ristrette.
Di oggettivo c'era il caldo e il pensiero di qualcosa di fresco era ricercato ma ho deciso per l'acqua e basta.
D'altre parte sto sperimentando una situazione nuova e se non la sperimento, che sperimentazione è?

venerdì 22 giugno 2012

Altro

Mi conosco attraverso ciò che è "altro" da me e la sua diversità è lo specchio migliore per comprendere chi sono.
Non saprei altrimenti in quale modo procedere per conoscermi.
A dire il vero mica sempre ho questo grande desiderio di conoscenza, in quanto non trovo solo rose e fiori profumati, ma inadempienze, insofferenze verso qualcosa o qualcuno, pigrizia, ansia da ruolo ricoperto e altre amenità del genere.
Per esempio è "altro" da me il fatto di scrivere post con scadenze regolari, di solito se non ho un obbligo lavorativo o affettivo (sì, ci sono obblighi che entrano nella sfera dei sentimenti) non ho una metodica regolare.
Ma è una scoperta che mi piace, un lato che non conoscevo e che ora si sta sviluppando.

martedì 19 giugno 2012

A different drum

Ho la necessità di avere un'implicazione personale con l'oggetto della mia ricerca e non solo in termini di tempo e di spazio.
La ricerca diventa una sperimentazione personale del battito del cuore.
Come suona, quanto suona, perché suona in questo modo.
E anche per cosa suona.
E' che mi riempio di lividi così facendo, per incomprensioni, per difficoltà varie, ma "suona" bene e allora l'energia fluisce, si ri-crea e allora so di fare la cosa migliore per vivere, qui ed ora.

venerdì 15 giugno 2012

Come sta andando

Bene, sta andando bene.
Ogni giorno sperimento che il paradosso funziona.
A volte in modo terribile, con una voglia, un desiderio di "prenderne solo un pezzetto" che letteralmente mi prosciuga, che mi spinge oltre i miei limiti, oltre la mia capacità di resistenza. Diventa una sfida.
Che io voglio vincere, perché d'altra parte è "solo un pezzetto" e di solo un pezzetto cosa me ne faccio?
Se c'è piacere, che sia pieno!
E allora continuo.
I risultati?
Allaccio meglio i pantaloni.

martedì 12 giugno 2012

Domanda

Se considero l'essere fisico, il corpo, come un pensiero addensato, come l'espressione stessa del pensiero che si fa visibile, che prende forma, come interpreto la dualità yin e yang?
Due i casi, nella prima ipotesi lo yang è il pensiero, l'espressione emotiva, il movimento e lo yin la struttura fisica stessa, ossa, pancia e sangue che si trasformano uno nell'altro a ciclo continuo in modo complementare. E questo è il pensiero più comune.
Nella seconda ipotesi, se lo yang è il pensiero, questo non si trasforma nel suo opposto, perché altrimenti decade la considerazione che il corpo è il pensiero stesso addensato. Dovrei essere tutta yin o tutta yang e questo non è possibile.
Quindi o c'è un legame tra il corpo e il pensiero, che unisce e trasforma l'uno nell'altro oppure ...
Oppure non lo so.

venerdì 8 giugno 2012

Luogo

"Se vuoi andare in un luogo che non conosci devi percorrere una strada che non conosci". Questa frase, detta da qualcuno che non so, me la trovo addosso.
Aderente. 
E come gli abiti aderenti, ti mostrano per quello che sei, per quello che è la tua forma, magari in modo impietoso, rivelando tutto.
E questa frase rivela sì la mia ignoranza nel percorrere certe strade ma rivela anche il desiderio di sperimentarle.
Che dire ancora?
Mi piaccio.

lunedì 4 giugno 2012

Week end

Ho retto il week end.
Di solito mi avvoltolo su me stessa ed entro in una sorta di letargo psichico, cosa che non m'impedisce di avere risposte emotive di tipo IgG mediate.
Vale a dire, e qui riporto una definizione medica, "che l'anomala presenza di IgG dirette verso antigeni è responsabile di una serie eterogenea di disturbi (a manifestazione tardiva) con attivazione di meccanismi di danno"
Nel mio caso, in soldoni, mi succede che se non riesco a gestire la situazione, mi viene fame e mi faccio un danno. E, tardivamente, mi pento!

venerdì 1 giugno 2012

Dieci

Va bene, sono soddisfatta di oggi e di ieri.
Sto mantenendo la promessa di non piluccare fuori pasto e, se lo faccio, di mangiarne dieci volte tanto.
Dieci è un numero così alto che mi fa stupire ogni volta che ci penso.
Non lo avverto come una limitazione di un qualcosa, anzi, ma la situazione è realmente paradossale perché nell'idea di mangiare 10 volte un qualcosa che mi piace è insita una ripulsa. 
Continuo a fare così, sì, mi piace questo modo.