mercoledì 18 dicembre 2013

Pressione

In una pentola a pressione se voglio far diminuire o eliminare il rumore della valvola di sfogo devo abbassare il fuoco.
Se questa pentola non avesse una valvola di sfogo e il fuoco sotto fosse sempre alto e continuativo beh, prima o poi scoppierebbe.
La stessa cosa avviene in me quando decido che voglio mangiare di meno per migliorare la mia forma fisica e mentale, chiudo la valvola di sfogo che per me equivale ai dolci, solo che non so come abbassare la fiamma, come diminuire il fuoco sotto, così rischio di saltare per aria. Questo perché altre valvole di sfogo non ne riesco a trovare.
Uffa.

martedì 10 dicembre 2013

Natale 2013

"...prima bisogna esaurire lo spazio della ragione, poi credere..."
(G. Barzaghi, conferenza del 28.11.2013)

mercoledì 24 luglio 2013

a leopardo

Abbronzatura a leopardo la mia.
Dieci giorni di mare per avere l'aspetto di una befana, con la pancia chiara, le spalle scure e le orecchie scottate.
Metto la crema a protezione e l'unico risultato è che mi si appiccica la sabbia mica mi viene la pelle "dal colorito uniforme", allora entro in acqua dove incontro mini pesciolini che mi mordicchiano le gambe e mi rendono furiosa.
Ma il mare splendido, la sabbia fine e il vento incessante mi rendono l'animo leggero e ...

lunedì 8 luglio 2013

Viaggio

Da :"Viaggio al termine della notte" di Celine.
"...Un altro paese, altra gente intorno a te, agitata in un modo un po' bizzarro, qualche piccola vanità in meno, dispersa, qualche orgoglio che non trova più la sua ragione, la sua menzogna, la sua eco familiare, e non occorre altro, la testa vi gira, e il dubbio vi attira, e l'infinito si spalanca solo per voi, un ridicolo piccolo infinito e voi ci cascate dentro... Il viaggio è la ricerca di questo niente assoluto, di questa piccola vertigine per coglioni..."
Ho sorriso, in un primo momento, leggendo questo passaggio, in accordo con quanto detto dal protagonista e poi mi è venuta tristezza pensando a quanta fuga facciamo dal quotidiano, alla ricerca di questa vertigine, di questo dubbio che attira, che sembra spalancare un infinito nuovo dove cascare.
L'infinito deve essere vecchissimo, senza un inizio.

mercoledì 26 giugno 2013

Conflitto

Mi sono spesso chiesta quale fosse la reale differenza tra i generi uomo e donna e la risposta che mi è arrivata per ora mi appaga.
Un genere desidera di più contenere e l'altro genere desidera di più essere contenuto. Questo non solo per le caratteristiche fisiche esterne più evidenti, ma per come ci si sente e ci si sperimenta dentro. 
Del resto la parola conflitto deriva da "cum fligere" che significa portare ad unione, far incontrare.
Incontro e scambio di ardori, senza vincitori né vinti.

martedì 18 giugno 2013

Amore

Io sento di amare qualcuno, non penso di amare qualcuno, lo sento.
In un rapporto affettivo non c'è alcuna logica perché il cervello può conoscere ma non comprendere.
Se c'è una logica di bisogno, allora non è un rapporto affettivo, se c'è desiderio non c'è logica perché i desideri non hanno una loro logica, ci sono e basta.
Così.

lunedì 17 giugno 2013

Bisogno o desiderio?

Si ha bisogno di ciò che non si ha e si ha desiderio di ciò che non si è.
Confondere le parole è inficiare i pensieri.

venerdì 24 maggio 2013

Paura

Un trauma, forte.
Un qualcosa che non avresti mai pensato di conoscere, di sperimentare.
Qualcosa che non sapevi nemmeno potesse esistere.
Questo mi ricorda la macchia ancora presente sulla sclera del mio occhio sinistro.
Macchia marroncina, legata ai reni legata, in medina cinese, alla paura.
E' sbiadita, ora riesco a guardarla, meglio, dato che sono riuscita a guardarla è sbiadita. Come se non servisse più, o servisse di meno.
Non ho più l'indicatore, forte, sgradevole, di un qualcosa che avrei dovuto fare mio, qualcosa da accettare volente o nolente.
Dopo aver inteso il significato della macchia, ed averlo accettato (mesi di lotte e lacrime) la macchia è diventata più lieve, più chiara, più piccola.
Una mia amica direbbe: ovvio, ci sei passata attraverso ed ora è meno evidente.
Già, usa molto questa frase: passarci attraverso, è che io a volte dovrei essere Houdinì per passare attraverso i muri, tanto è duro passare attraverso delle situazioni, dei fatti.
Dalle malattie non si guarisce, ci evolviamo o involviamo, adattandoci reciprocamente. Anche se siamo "guariti" il batterio che ci ha infettato, il trauma subito, il farmaco assunto, hanno modificato struttura e funzione di tutto l'organismo e, anche se noi rinnoviamo periodicamente tutti gli atomi, l'informazione trasmessa dal batterio, dal trauma, dal farmaco, e la successiva modificazione individuale di adattamento, restano.

venerdì 17 maggio 2013

I miei occhi

A volte non è facile guardare i propri occhi allo specchio o in foto.
Fanno sempre ricordare, in modo più o meno velato, cosa abbiamo dentro.
Io ho una piccola macchia marroncina sulla sclera - che è la zona bianca o bianco azzurra - nell'occhio sinistro, nella zona verso le tempie, come se guardando una sveglia questa segnasse le ore nove, circa.
Ora si vede poco, è come sbiadita e infatti non mi dà più fastidio perché si nota pochissimo.
Anni fa era decisamente più visibile ed io ero infastidita nel vederla ogni giorno allo specchio, mi sembrava di avere l'occhio sporco, avrei voluto toglierla, cancellarla con una passata di spugna.
E la macchia era lì, a ricordarmi...
Ricordarmi cosa? Non sapevo niente di iridologia, non conoscevo il significato simbolico o tossinico di certi colori e di certi segni. Di fatto pur non sapendo cosa significasse, questa macchia si presentava alla mia vista quasi tutte le volte che mi affacciavo ad uno specchio ed io ne ero turbata.
I segni nelle iridi e sulla sclera cambiano con il tempo, sia in senso migliorativo che peggiorativo. Cambiano perché cambia il modo di vivere, di approcciarsi alla vita, alle cose alle persone, alle situazioni, all'alimentazione, all'attività fisica.

Quante parole! ma la domanda ora è: cosa cavolo vorrà dire quella macchia? E perché è sbiadita rispetto ad anni fa?

venerdì 19 aprile 2013

A cosa serve una visita iridologica?

Ogni iride è un mondo a sé stante.
Occhi belli e occhi brutti, che vedono tanto e che vedono poco, armonici o no.
Simili o no.
Ogni volta che faccio un'analisi iridologica mi stupisco e mi felicito per la marea d'informazioni che le iridi mi comunicano.
L'unico problema che sorge è quello di trovare il modo corretto di passare queste info al possessore di quelle iridi perché poche sono le persone pronte riceverle.
Secondo la disciplina naturopatica dentro di noi c'è un'energia che viene espressa nel nostro vivere quotidiano e che può essere valutata attraverso le informazioni che vengono raccolte nel corpo e portate all'esterno attraverso gli occhi.
Così i diversi colori degli occhi, le diverse strutture, raccontano una storia e forniscono indicazioni per poter esprimere al meglio tutte le nostre caratteristiche.
E allora una visita iridologica serve per avere indicazioni in merito alle attenzioni da dedicarci per essere al meglio ogni giorno.

P.S. Domani mattina riprenderò in mano le foto delle mie iridi.

giovedì 11 aprile 2013

MTC legno

In MTC, medicina tradizionale cinese, nella parte che riguarda i 5 elementi, il legno è il primo elemento che si presenta.
Corrisponde alla primavera, al colore verde, al fegato, alla cistifellea, ai tendini e muscoli, agli occhi, alla capacità di sperimentare l'emozione della rabbia, al vento, al germogliare, a Giove, alle unghie, all'immaginazione, alla competitività, al desiderio, al frumento, al pollame e ad un sacco di altre cose.
Ma cosa significa?
Faccio un esempio: se in primavera, in una giornata ventosa, grido in modo particolarmente violento, si è azzerata l'immaginazione o è diventata così grande da impedire una relazione corretta con il qui ed ora e mi sento  particolarmente stanca e acciaccata da tutte le parti, beh, una pulitina al fegato è d'obbligo.
Oppure ho problemi alla cistifellea e, magari, problemi alle unghie, ho sempre voglia di mangiare pasta e pane e in più la vista non è ottimale, anche qui è necessario darsi una ripulita.
Il legno, a volte tradotto dal cinese come albero, in primavera si espande come un vortice, verso la luce, creando anche delle radici che si espandono in direzione opposta. Le radici sono il simbolo della conoscenza di sé, maggiore è questa conoscenza più si è radicati, stabili anche in caso di tempeste, fisiche, emotive, psicologiche.
Il tronco si divide dapprima in due, e questo simboleggia gli occhi che devono essere due per creare movimento. Avere un'occhio solo dà una visione parziale, incompleta, ci sono sempre due vie tra le quali scegliere e il fegato - in cinese definito come generale delle armate - ha il coraggio di scegliere e di percorrere la via scelta.
Ma questo albero è anche il luogo del terzo occhio, l'occhio che vede in prospettiva, l'occhio che agisce anche in modo non cosciente, l'occhio della visone generale e che sta sopra.
Buona primavera!

venerdì 29 marzo 2013

Cuore 3

Il cuore reagisce a quanto arriva dalla periferia del corpo, dalla periferia delle emozioni, dalla parte più a contatto con "l'altro" e fa un continuo bilancio tra quello che gli arriva e quello che ha a disposizione. 
Bilancio tra le azioni e le conseguenze delle nostre azioni.
Vale a dire che l'attività arteriosa è il riflesso dell'attività venosa, ed ha una coscienza morale.
Come cambierebbero le situazioni se al posto di una cultura cerebrocentrica ce ne fosse una emocentrica?
Il cuore se ne sta fermo al suo posto, tanto sangue gli arriva e tanto ne deve mandare via. E' tenuto stabile da vene ed arterie a forma di croce.
Si può dire che il cuore è crocifisso nel torace?


martedì 26 marzo 2013

Cuore 2

Il cuore è sempre stato la sede della coscienza per molte culture e questo implica una forza morale.
Quando misuriamo la pressione arteriosa, misuriamo circa il 15% del nostro sangue totale. E il resto?
Se si dovesse far passare il sangue nei capillari con una pressione sufficiente a vincere l'elasticità dei vasi stessi, si romperebbero tutti, infatti non c'è sufficiente forza propulsiva del cuore, alla periferia del corpo.
Si può avere la circolazione extracorporea solo in un organismo vivente, non in un cadavere.
Non solo, ma il sangue ricco in anidride carbonica sostiene i processi anabolici, quelli costruttivi, come nel feto, dove infatti arriva sangue già "sporco" dopo essere transitato nel corpo materno, mentre la saturazione in ossigeno sostiene la coscienza e i processi catabolici dell'organismo.
Nell'embrione il circolo sanguigno comincia a formarsi nella zona più periferica, in quella che sarà la zona dei capillari, si forma come un flusso di liquido plasmatico spontaneo e il cuore è il risultato dell'incontro di questi minuscoli flussi spontanei.
E' come se in una casa in costruzione  prima cominciasse il passaggio dell'acqua e poi si mettessero i tubi per radunarla e farla passare.
Il sangue nasce dalla periferia!
E questa cosa è una meraviglia.
Ma non ho ancora finito di raccontare.

giovedì 21 marzo 2013

Cuore

Il sangue, considerato come organo in movimento in un circuito chiuso è  un sapere di recente acquisizione,
Prima del 1600 si pensava che man mano il sangue si allontanava dal cuore, spariva verso la periferia del corpo, e poi se ne formava del nuovo.
Si pensava che le vene fossero cave per far passare il soffio vitale, soffio che riformava ogni volta sangue nel cuore.
Il sangue deve essere sempre in movimento, anche nelle vene non è a velocità costante, perché fermandosi si coagulerebbe in un tempo brevissimo. Infatti il suo movimento risponde alla variazione di uno stato emotivo e alla variazione di movimento fisico.
Nella testa si riflettono le cose e nel sangue avvengono realmente, in pratica il cuore modifica la sua attività in funzione delle esigenze dell'organismo.
E questa è la prima parte, settimana prossima la seconda.

sabato 23 febbraio 2013

Forse è primavera

L'idea iniziale sarebbe stata quella di scrivere sulla primavera in arrivo e sugli effetti relativi che potrebbe avere sul corpo e sulle emozioni.
Sarebbe stata, appunto, ma evidentemente la primavera ha già cominciato i suoi effetti su di me, con una stasi psicologica.
Cammino per alcuni chilometri tutti i giorni, per smuovere sangue e idee, leggo libri diversi, autori nuovi, approccio generi di letteratura mai conosciuti prima, frequento persone insolite, lavoro anche, ma è una stasi forse strutturale, perché possiedo una pesantezza del vivere quotidiano che è appunto una "pesantezza".
Da mesi faccio fatica ad accettare la mia vita.

lunedì 11 febbraio 2013

Posso

Oggi ho ricevuto un' inaspettata manifestazione d'affetto.
Non pensata, non ricercata, ma che è arrivata come un balsamo.
Non sapevo di averne bisogno, ho saputo solo dopo che questo affetto mi ha modificato le terminazioni nervose, mi ha avvolto come un abbraccio, mi ha resa satura di sorrisi.
Posso persino definirmi felice.



lunedì 7 gennaio 2013

Grido

Nessun proposito, detesto i propositi, ma ne ho sempre fatto almeno uno a capodanno.
Per non essere diversa, per sentirmi parte di un qualcosa.
Stavolta niente, nessun bilancio, nessun proposito, anche i desideri si sono concentrati in uno solo.
L'energia e la capacità di attenzione che ho in questo periodo sono appena al di sopra del minimo sindacale, non c'è vacanza che possa ristrutturarmi.
Non so scrivere altro.