"Mi chiedo perché non riesco ad ascoltare quella voce interiore che dice che questa forma non corrisponde al mio essere, in essa non mi riconosco, non agisco, né indosso o aderisco a questa forma che mi ritrovo.
E' come un abito di una misura diversa: non mi appartiene.
E' come una sofferenza dell'anima che non riesce a dispiegare le sue qualità in un modello corporeo per il quale non ha le istruzioni."
Non ho pensato io queste affermazioni ma un medico antroposofico, in parte le considero vere per me, specialmente l'ultima, ma mi domando: se la forma del mio corpo esprime una necessità dello spirito, come mai non mi riconosco nella forma che ho?
Ho necessità nascoste ai miei occhi, alle mie orecchie? al mio cuore?
Non posso fare la scelta perfetta, posso fare la scelta migliore con le informazioni che ho. E di alcune di queste informazioni non ne ho consapevolezza.
venerdì 20 aprile 2012
lunedì 2 aprile 2012
La forma è davvero uno scopo?
"Non è piuttosto il risultato del processo di dare forma?
Non è il processo essenziale?
Una piccola modifica delle condizioni non ha come conseguenza un altro risultato? Un' altra forma?
Io non mi oppongo alla forma, ma soltanto alla forma come scopo. Lo faccio sulla base di una serie di esperienze e di convinzioni da queste derivate.
La forma come scopo porta sempre al formalismo".
(arch. Ludwig Mies Van Der Rohe)
Mi chiedo se allora tutti i tentativi che facciamo per "essere in forma" non siano perdite di tempo e di attenzione, visto che si cade nel formalismo, cioè in una osservanza rigorosa e pedante della forma a scapito della sostanza.
Ma se non è uno scopo, è un mezzo? Oppure nemmeno quello?
Non è il processo essenziale?
Una piccola modifica delle condizioni non ha come conseguenza un altro risultato? Un' altra forma?
Io non mi oppongo alla forma, ma soltanto alla forma come scopo. Lo faccio sulla base di una serie di esperienze e di convinzioni da queste derivate.
La forma come scopo porta sempre al formalismo".
(arch. Ludwig Mies Van Der Rohe)
Mi chiedo se allora tutti i tentativi che facciamo per "essere in forma" non siano perdite di tempo e di attenzione, visto che si cade nel formalismo, cioè in una osservanza rigorosa e pedante della forma a scapito della sostanza.
Ma se non è uno scopo, è un mezzo? Oppure nemmeno quello?
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