La gente.
Che parola strana, come se le persone, messe insieme, non si potessero distinguere, tutte uguali.
Io non mi sento uguale, non dico peggiore o migliore, diversa.
E' come se stessi cercando casa, come se stessi cercando il mio popolo.
O, forse, la mia gente, nel senso di persone uguali a me.
Per condividere la solitudine? mi chiedo.
Perché io sono sola. Lo sono da sempre.
Forse tutte le persone sono sole, ma non riescono ad intuirne la bellezza e la potenza.
Ho detto potenza, non potenzialità.
Sono potente oppure ho potenza? I verbi avere ed essere si rincorrono in me, a volte si sovrappongono e si cancellano a vicenda e rimango io.
Con la mia anima, la mia coscienza. Non mi piaccio sempre, qualche volta sì.
Certi dicono il demone della solitudine. Quale demone? La solitudine un demone?
Mi viene da ridere.
Sono sempre stata sola, quindi sempre in compagnia di un demone?