mercoledì 31 gennaio 2024

Sola

 Sola.
Non sempre con il vento sono sola, forse perché mi ama. Io mi sento amata perché me lo dimostra.
Mi accarezza le spalle, s'infila nei capelli e ci gioca. Per gli altri ho spesso un'aria disordinata, capelli scomposti e abiti non rigorosi.
Ovvio questo, il vento continua a giocare con me, l'ho sempre addosso. 
Sempre, anche se non lo avverto.
Veramente qualche volta sembra che mi lasci ed io arrivo nelle secche.

lunedì 29 gennaio 2024

Alcune persone

 Alcune persone realmente non si distinguono dalle altre - o forse sono io incapace di farlo - ma si ammantano, si coprono con luoghi comuni, certo per difesa.
Come se ci fosse un nemico esterno al quale nascondersi.
Le parole a volte anziché facilitare la comprensione, la impediscono.
Ci sono cose, emozioni, affetti, sapori, esperienze che non si possono condividere che con il silenzio. Non solo, prima di essere una condivisione con altri è un'accettazione dell'esperienza avuta.
Esperienza di vita e di morte.
Esperienza della solitudine.
Solitudine in mezzo a molti perché non si condividono gli stessi interessi, gli stessi ideali e solitudine per conoscere me stessa, la mia anima, i miei desideri.
Nei pomeriggi caldi sono sola, nelle fresche mattine sono sola, con il vento sono sola.

giovedì 25 gennaio 2024

E lo dicono quelli che non credono all'esistenza degli angeli

 E lo dicono quelli che non credono all'esistenza degli angeli, né buoni né cattivi.
Solitudine come qualcosa da sconfiggere, da combattere, da esorcizzare con mille stratagemmi.
Una serata da soli? No, mille volte meglio uscire a vedere vetrine se non si hanno soldi, oppure cinema, pizzeria, teatro, se i soldi ci sono.
Io mi annoio a guardar le vetrine. Mi annoiano.
Preferisco stare sola. Non so se mi trovo più interessante dei vestiti esposti, ma è così.
A volte vago per le lande oscure della mia solitudine; posti inospitali, anfratti cupi, paludi erbose, dove incespico. A volte prati fioriti o fiordi luminosi.
Sono un esploratore, si segnano mappe nel mio cuore. Chissà quanta e di quale qualità sarà la cartografia che avrò fatto prima di morire.

lunedì 22 gennaio 2024

La gente.

 La gente.
Che parola strana, come se le persone, messe insieme, non si potessero distinguere, tutte uguali.
Io non mi sento uguale, non dico peggiore o migliore, diversa.
E' come se stessi cercando casa, come se stessi cercando il mio popolo.
O, forse, la mia gente, nel senso di persone uguali a me.
Per condividere la solitudine? mi chiedo.
Perché io sono sola. Lo sono da sempre.
Forse tutte le persone sono sole, ma non riescono ad intuirne la bellezza e la potenza.
Ho detto potenza, non potenzialità.
Sono potente oppure ho potenza? I verbi avere ed essere si rincorrono in me, a volte si sovrappongono e si cancellano a vicenda e rimango io.
Con la mia anima, la mia coscienza. Non mi piaccio sempre, qualche volta sì.
Certi dicono il demone della solitudine. Quale demone? La solitudine un demone?
Mi viene da ridere.
Sono sempre stata sola, quindi sempre in compagnia di un demone?


mercoledì 17 gennaio 2024

Una donna elegante

 Una donna elegante sta passando a piedi sulla strada.
abito bianco in lino e chiari sandali bassi. Tiene con una mano il cappello a larghe tese per il forte vento.
Il vento mi placa.

lunedì 15 gennaio 2024

giovedì 11 gennaio 2024

Avevo una tenda

 Avevo una tenda. Di lana azzurra.
Avevo preso una vecchia copertina , un poco rotta, di mia sorella, tre bastoni in plastica, quelli che si usavano per sostenere le piante di pomodori in giardino, e mi ero fatta la casa. Traballante ma tutta mia.
Era un luogo sacro, il luogo dell'incontro.
Lì ritrovavo le mie origini e il fine ultimo. Lì il vento diventava brezza.
Ne uscivo pacificata.

mercoledì 10 gennaio 2024

Correvo per il giardino

 Correvo per il giardino, combattendo contro draghi.
A volte venivo fatta prigioniera ma arrivava sempre qualcuno a liberarmi.
Qualche volta era un principe su un cavallo bianco, altre gli indiani.
Ricordo che sparavano tutti contro gli indiani - brutti e cattivi - dicevano.
A me piacevano e per questo mi sentivo un po' in colpa, come se stessi trasgredendo ad un codice non scritto ma comunque vero, un codice sociale accettato da tutti.
E io correvo per il giardino uccidendo draghi con spade di fuoco.

lunedì 8 gennaio 2024

Stamattina ho passato una crema anticellulite

 Stamattina ho passato una crema anticellulite sulle gambe anche se sono quasi sicura di non averne bisogno.
Non voglio attendere la morte e basta. Non voglio.
Il mare è sempre più blu.
A volte è migliore l'idea di una nuotata vivificante che la nuotata stessa, forse perché il desiderio è più vivo e intenso.
Il vento continua ad accarezzarmi.
Conosco una famiglia con tre bambini piccoli la cui madre, che si occupa personalmente di loro, è sempre impeccabile: tacchi alti, vita sottile, trucco e unghie smaltate. Forse è di un altro pianeta o, forse, lo sono io.
O, forse, l'invidio.
Non ho il coraggio di vivere una passione fino in fondo.

giovedì 4 gennaio 2024

In fondo al giardino

 In fondo al giardino c'era una piccola costruzione prima adibita a pollaio, ora a deposito degli attrezzi.
In quel periodo era quasi vuoto, solo qualche oggetto polveroso e il tetto bucato.
Con mia sorella avevo portato dentro una vecchissima panchetta di legno tarlato, avevo costruito un rudimentale cancello e lo chiudevo piano, con gioia, quando entravo.
Nella mia casa.
Avrei voluto trasferirmi lì, ma papà non riparava il tetto e la mamma non mi dava la stufetta per l'inverno.
Rimanevo lì per ore.
Ogni tanto spazzavo il pavimento e invitavo mia sorella, che ci veniva poco volentieri. Preferiva giocare alle signore con le bambole e i piattini e le tazzine e i passeggini ed io che la seguivo dicendo che una principessa è meglio di una signora.

martedì 2 gennaio 2024

Il tempo non è essenziale

 Il tempo non è essenziale, è necessario, spesso.
Correvo in giardino, mai sola.
Sentivo mia madre chiamarmi e chiedermi di salire in camera a prendere degli appendini per le camicie.
Andavo.
Per salire le scale dovevo passare davanti alla lavanderia dove mia madre stava stirando e, non senza stupore, la udivo ripetere quello che avevo già sentito in giardino.
Le dicevo: sto già andando, me lo hai già detto.
Figurati - diceva lei - ti ho appena vista, non mi metto a gridare per tutto il giardino.
Io sentivo la sua voce ferma, come se l'avessi avuta vicina, solo che la sentivo prima che lei parlasse.
Salivo le scale, prendevo gli appendini e glieli portavo, come sospesa in aria.
Localizzavo gli oggetti prima di entrare nella stanza. O forse li ricordavo.