E' da qualche giorno che penso al significato del termine "spirituale"
Il risultato è che non è una parola sulla quale discutere, sulla quale confrontarsi, nemmeno è una parola da meditare.
Va solo vissuta "cum sidere" cioè con le stelle.
Io non sono più o meno spirituale, sono spirituale tanto quanto la mia vicina di casa o tanto quanto l'ebreo errante o l'ateo più incallito.
Posso solo essere viva o morta e finché sono viva considero me stessa in ricerca di Dio.
Una ricerca frastagliata, ad incastro a volte, libera come il mare altre.
Una ricerca ed una sperimentazione che esiste Altro da me e questo Altro è Quello con il Quale desidero entrare in contatto, che desidero conoscere, sperimentare, giocare insieme, amare (che parola grossa!).
Sfiorare.
Ed essere toccata così lievemente da piangere per la tenerezza.