venerdì 16 dicembre 2016

Lavoro non pagato 2

Riguardo a quanto scritto ieri ho pensato che in realtà, accettando di non essere pagati per un lavoro liberamente scelto quale è l' ambito del volontariato, ed essendo il riconoscimento sociale un modo di venire "pagati" attraverso la stima, attraverso la fiducia del contesto sociale in cui si opera, non dovrebbe essere necessario questo "pagamento".
Ho scelto di essere volontaria, mi sono offerta io, in modo gratuito, quindi perchè aspettarmi qualcosa in cambio?

giovedì 15 dicembre 2016

Lavoro non pagato


































Il lavoro è lavoro solo se viene pagato?
Inizia così un articolo su Repubblica e allora l'ho letto con attenzione e mi sono riconosciuta in esso.
Mi sono spesso chiesta se fosse necessaria una busta paga finale per dare dignità al lavoro, indipendentemente dalla sua utilità.
Per me, (per tutti i volontari), la mancanza di un riconoscimento economico è ovvia, è scontata, è una regola accettata dall'inizio, decido cioè di donare la mia energia, il mio tempo, non di venderlo.
Solo che spesso io, (e tutti i volontari), sono circondata da un pregiudizio sottile, non detto, ma diffuso, quello di fare volontariato perchè non ho altro modo per riempire il tempo.
Per cui la mancanza di una busta paga si traduce in un mancato riconoscimento sociale, dimenticandosi che si può essere molto attivi senza ricevere un centesimo in cambio.