Sono un piccolo sottomarino, una piccola nave da guerra.
Passo spesso inosservata tra le linee nemiche.
Il momento momento più difficile è quando sono in emersione; è vero che respiro e cambio aria ma divento molto fragile.
Di solito emergo di notte.
Conosco il mare calmo, pieno di strisce argentee; conosco la luminosità del cielo con le sue stelle pulsanti; conosco l'assenza di suono.
Fermo i motori e nessun suono giunge alle mie orecchie, all'inizio tese e guardinghe poi, incantate dal silenzio, si perdono via.
A volte la luce dell'alba mi sorprende e, con rammarico, devo fare in fretta: chiudere il portellone, accendere i motori e cominciare l'immersione.
Qualche volta mi accorgo di una tenuissima luminosità verdina prima, poi appena rosata e alla fine riesco, in quei pochi minuti d'incanto, ad abbracciare tutto il mare, tutto il cielo e tutta la mia solitudine.
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