Alla prima domanda rispondo, in genere, che è sufficiente tagliarsi via un braccio o una gamba e il "peso" viene "perso".
Alla seconda domanda suggerisco che è una guerra persa in partenza, e un possibile compromesso potrebbe essere quello di accontentarsi di vincere qualche battaglia.
In entrambi i casi scateno un imbarazzato silenzio.
La domanda è questa: sono io fuori dal mondo oppure sono solo deficiente?
Quali altri aspetti può presentare la relazione con il cibo oltre il nutrimento e una parte di piacere?
Aspetti culturali, di appartenenza sociale, religiosa, di condivisione, di dipendenza che non sono risolvibili con il conteggio delle calorie o con un aumentato utilizzo della palestra.