lunedì 16 febbraio 2026

Piccola storia di un asino innamorato (22)

 Era una domanda giusta, no?
Era una giusta prudenza questa, no?
Mica era un uccello del cielo che volteggiava qua e là mangiando qualche vermolino e che per la notte trovava riparo dovunque.
Lui era un somaro, sissignori, un asino ancora giovane e che aveva sempre fame.
E, a proposito di fame, quei brontolii allo stomaco? Da ieri non mangiava, ecco perché si sentiva così.
Un buon pasto e tutto sarebbe andato a posto.
Però c'era anche Luciano, doveva pensare anche a lui.
Si sentì investito da tali e tante responsabilità in un solo momento che si bloccò sul sentiero che stava percorrendo, con il desiderio - che ingigantiva attimo per attimo - di tornare indietro, di ritornare alla fattoria in pianura, alla vita che aveva sempre fatto. Una vita noiosa certo, ma libera da pericoli e da responsabilità.
Responsabilità. che parolona lunga, che lo metteva come davanti ad uno specchio.
Ma cosa ci vedeva riflesso in quello specchio? Solo la sua incapacità?
Sì, in quel momento vedeva davanti a lui solo il suo sentirsi inadeguato, il suo timore di sbagliare, di iniziare cose che non sarebbe riuscito a portare a termine.
Era il suo malumore che lo faceva dubitare di sé stesso o era il dubbio su sé stesso che lo rendeva tale?
"Devo prendere una decisione" disse a voce alta e continuò, parlando a sé stesso "no, la decisone l'ho già presa, andrò nella fattoria sulla montagna e basta"

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