Con sorpresa avvertì un morbido nasino contro la sua pancia.
"Oh bella e questo chi è?" si chiese meravigliato vedendo al suo fianco un piccolo somarello.
Quasi intuendo la domanda, il piccolo somarello, con occhi timidi e luminosi gli disse: "Non essere triste, ci sono io. Potremmo farci compagnia" e dopo un attimo di silenzio: "sai, quando parlavi tu, io mi sono ricordato. Io non ricordavo la LUCE, non sapevo come fosse, ma dopo le tue parole io ricordo. Sì, proprio così. Il tuo ricordo ha svegliato in me il mio e ti ho inteso. Sì ti ho proprio capito, capito bene e nel profondo"
Aristide rise. Mai aveva sperimentato una gioia così intensa; quel piccolo somarello aveva capito. E dentro di lui esplosero queste parole :"grazie LUCE, grazie, mille volte grazie. Sei fantastica LUCE, ti fai veramente capire da chi vuoi, quando vuoi e per l'intensità che vuoi. Che tu sia lodata in eterno".
Ma ora il piccolo somarello è interdetto. Possibile che le sue parole abbiamo ferito Aristide nel suo cuore? Vede che sussulta come scosso da brividi e gli chiede preoccupato: "stai male?"
"oh, no" e una sonora ragliata accompagnò il diniego di Aristide. Come dire al piccolo la felicità che era dentro di lui? Scosse ancora la testa e gli chiese sorridendo il nome.
Il piccolo, tutto contento gli rispose: "Luciano"
"Bene, andiamo Luciano. Io sono Aristide e abitavo nella fattoria presso il fiume. I tuoi genitori sanno che sei qui? Sanno dove intendi andare?"
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