Lui che, sdegnato da questo comportamento che aveva definito incivile, era uscito rumorosamente dalla stalla per andare a raggiungere gli asini delle montagne sotto la tettoia, portando loro la sua cena.
Quegli asini gli avevano sorriso luminosamente ed avevano accettato, spartendosi il cibo tra di loro e offrendone anche a lui, che però aveva rifiutato stupito.
Era stupito perché non solo il cibo era già poco per loro tre ma addirittura lo avrebbero diviso in quattro.
Ricordava ancora che, finito di mangiare, si erano accoccolati sulla poca paglia che c'era sotto la tettoria e gli avevano chiesto ...
Un rumore lo distolse dal ricordo, Luciano si era svegliato e, cercando di uscire dai cespugli, era incespicato e cadendo aveva battuto un ginocchio che ora sanguinava.
Aristide si ricordò improvvisamente che alla fattoria, quando qualcuno si faceva male, prima lo bagnavano con l'acqua e poi gli mettevano sopra della povere gialla.
L'acqua c'era, la polvere gialla no.
"Riesci a camminare fino alle pozzanghere?"
Sospingendolo con il muso lo aiutò a rialzarsi. Il piccolo zoppicava.
Gli bagnò il ginocchio con l'acqua, più volte, sperando che l'assenza della polvere gialla non fosse determinante per la guarigione.
Nessun commento:
Posta un commento