"Che bello stare qui, non manca alcuna cosa. C'è da mangiare, da bere e da dormire. Potrei sistemare meglio la capanna e fermarmi qui"
Questo pensava Aristide guardando correre Luciano sui prati.
"Anche per lui è un buon posto, con questi prati dove può correre tutto il giorno" così continuava il pensiero di Aristide e, mentre se ne stava lì fermo come fanno in genere i somari, un pensiero veloce come un fulmine gli attraversò la testa: "se mi fermo qui non arriverò alla fattoria in montagna"
Perbacco, è vero si disse stupito.
Ma proprio allora un affanno terribile lo prese alla gola: "cosa farò se non troverò più da mangiare? cosa farò se non troverò più un luogo riparato per dormire? cosa farò se non troverò più da bere? per me e per Luciano".
Quanti problemi nella testa del povero Aristide.
I cardi si dondolavano piano alla brezza del mattino, il ruscello sembrava cantare ed il posto era bello, ma così bello che era proprio un dispiacere lasciarlo.
Non sapeva più cosa scegliere.
Ci pensò Luciano a farlo decidere: "hai visto Aristide in che bel posto ci ha fatto riposare la LUCE?"
La LUCE.
Ecco, certamente era stata la LUCE a fargli trovare quel campo, ma il suo viaggio non era ancora finito e doveva arrivare alla fattoria in montagna.
La LUCE lo avrebbe soccorso come aveva fatto finora.
Ne era sicuro.
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