mercoledì 15 aprile 2026

Piccola storia di un asino innamorato (34)

 Si sentiva tutto acciaccato e dolorante.
Avrebbero dovuto muoversi più velocemente se volevano arrivare alla fattoria in montagna prima dell'inverno.
In realtà Aristide si rese conto di non sapere dove fosse esattamente quella fattoria, né per quanto tempo avrebbero dovuto camminare ancora prima di raggiungerla.
Pensò a quegli asini che giorni prima - ma quanto tempo era passato? - avevano bussato alla porta della fattoria laggiù in pianura.
Si ricordò del loro aspetto emaciato, degli zoccoli rovinati e del fatto che, se erano andati a bussare alla loro fattoria perché avevano fame, voleva dire che nella fattoria in montagna non c'era molto da mangiare. 
Anzi, non c'era proprio niente da mangiare.
Aristide era costernato, improvvisamente il suo viaggio, la sua ricerca, gli parve come una follia. 
Come aveva detto il vecchio somaro? già, che lui era un fannullone con mille fantasie in testa.
Se non aveva usato quelle parole, la sostanza era quella.
Luciano si mosse al suo fianco ed Aristide ricordò altro.
La felicità, sì, la felicità e la gioia che avevano tutti quegli asini delle montagne.  sorridevano sempre e non avevano ragliato scontenti quando erano stati accolti in malo modo dal vecchio somaro.
Gli tornò in mente tutta la scena.

Nessun commento:

Posta un commento