venerdì 23 gennaio 2026

Piccola storia di un asino innamorato (9)

 Accidenti, qui bisogna proprio seguirlo per riuscire a capire qualcosa. 
Felice, è felice di sicuro, il suo sorriso è reale e profondo e ci invoglia ad approfondire la questione, però che schifo di erba!
Molto meglio quella di pianura, ricca d'acqua e grassa.
Chissà perché ha abbandonato quella fattoria, non è brutta, anzi è in una bella posizione, circondata da campi e da canali.
Mah, stiamo a vedere cosa combina.
"Non avete fame?" chiede stupito Aristide, come risvegliato da un sonno profondo "scusatemi sono proprio un pessimo somaro, non faccio nulla per mettervi a vostro agio. Andiamo più avanti, mi sembra di aver visto del trifoglio, forse lo gradite di più di quest'erba".
Accipicchia, allora non è che non aveva visto il trifoglio più avanti.
L'aveva visto, ma non ha voluto andarci.
Aveva ragione la vecchia asina quando diceva che si faceva soffiare via il trifoglio migliore senza fare una piega!
"Dì un po'Aristide, è lontano il posto dove vuoi andare? Ci si arriva prima di sera?  
O dovremo passare la notte fuori? Comincia a fare fresco durante la notte."
"Avete fretta? Dove pensate di arrivare correndo? Gustatevi piuttosto questo paesaggio, questo splendido mezzogiorno, quest'aria profumata. Magari fra poco il tempo cambierà e rimpiangerete di non aver gustato quest'ora così bella"
Mhmm, stiamo facendo la figura degli sciocchi. "Beh, sai com'è. vorremmo vedere subito quella fattoria così strana".
A questo punto Aristide, che aveva già una luce divertita negli occhi tondi, scoppia in un grosso raglio o, meglio, scoppia in una lunga, festosa, sonora ragliata. Gli si piegano le ginocchia per i lunghi sussulti che lo scuotono tutto e si rotola nell'erbetta fresca sotto gli alberi.
"Oh, che ridere" e tartagliando ed ansimando parecchio per la mancanza d'aria nei polmoni continua "sì, ... certo e non vedreste ... altro che ... una... una vecchia e diroccata ... fatt... fattoria".

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