lunedì 19 gennaio 2026

Piccola storia di un asino innamorato (7)

 Già, proprio vero.
Tutti, e dico tutti, quelli che hanno visto la LUCE sono stati o molto amati o molto odiati. Desiderati da alcuni, cacciati da altri. ricoperti di doni, spogliati da ogni loro avere. Chissà!?"
E con un sospiro e una nota interrogativa nella voce, la vecchia asina ci saluta chinando lievemente la testa.
Caspita, il mistero s'infittisce, non ci rimane che chiedere qualche spiegazione al diretto interessato, sperando di ricavare qualcosa di più solido di un ragno.
Ma Aristide non c'è. E' sparito e chissà dove si sarà cacciato.
Magari vuol farsi desiderare e allora starà giocando a nascondino.
Proviamo ad uscire dalla fattoria e, dato che non è in grado di volare, avrà sicuramente infilato la strada.
Uhm, cosa piace ai somari? La strada si divide, una prosegue larga e maestosa e si perde nell'opulenza dei campi fiancheggiati da pioppi e canali; l'altra si restringe e si snoda su morbide colline, seguendo le ondulazioni.
Prendiamo la strada stretta ed eccolo là, più avanti che sta procedendo tranquillo con il naso per aria ed ogni tanto gioca con le farfalle che gli svolazzano intorno.
E' proprio buffo.
Ancora un po' e poi ci siamo.
"Ciao" Aristide si gira stupito e ci regala un sorriso. Ciao" risponde.
"E' possibile fare la tua conoscenza? Vorremmo diventare tuoi amici! Ci hanno parlato di te in modi diversi. C'è chi dice che tu sia diventato rimbambito e chi dice che tu abbia visto la LUCE".
Aristide ci guarda fissamente poi, dopo un lungo silenzio, con voce dura ci chiede:" E cosa desiderate da me? Che cosa? Cosa volete sapere? Se ho visto la LUCE? Se sono rimbambito? Come potrei convincervi dell'una o dell'altra cosa? 
Se volete sapere dove vado non avete che da seguirmi, se volete venire con me, non abbiamo che da cominciare a camminare insieme. Se volete ridermi addosso, siete liberi di farlo. Se volete piangere, mi dispiace perché sono lacrime sprecate. Io vado in un posto dove non esiste il dolore, dove tutti cooperano con quello che possono fare e dove le tenebre non possono essere. Io vado e se volete venire con me sono lieto di fare la vostra conoscenza". Poi, con voce improvvisamente addolcita: "E' quasi mezzogiorno, siete stanchi? Ci vogliamo fermare un po' sotto quegli alberi?"


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