Per forza, quelli lì superano sempre l'inverno perché trovano sempre, e dico sempre, qualcuno che dà loro da mangiare.
Idioti anche quelli che danno loro da mangiare!
Ma che vadano a lavorare invece che pesare sulle spalle degli altri.
Sempre in giro con il naso per aria, mandando gridolini meravigliati verso ogni cosa che vedono.
Io sono una persona perbene e non voglio accusare nessuno, ma certa gente sarebbe proprio meglio toglierla di torno, anche perché potrebbe avere un effetto deleterio su altri.
E non hanno vergogna, dico io, non hanno vergogna a chiedere, a bussare alle porte della brava gente che ha lavorato tutto il giorno, mentre loro se ne stavano lì a guardare il cielo e a contemplare le acque. Che brutta razza.
Basta! Non fatemi più parlare, altrimenti ne sentireste delle belle" e il grosso e panciuto somaro se ne va, scalciando contro i sassi e borbottando sulla poca intelligenza dei suoi simili.
Tutto chiaro, no?
Abbiamo risolto la questione. L'asino è matto perché ha pensato di vivere mangiando poco e male e andando dagli altri a chiedere cibo quando ha molta fame.
O forse non è così?
Proviamo a sentire quella bella e vecchia asina che poco fa era ferma sul limitare del campo.
Dopo averci ascoltato, comincia a raccontare un po' titubante.
"Non andrete a raccontare in giro quello che ora vi dirò, vero? Non gli farete anche voi del male? Povero Aristide, se non gli volessi bene penserei proprio che è ammattito.
Eh sì, qui dentro lo capiscono proprio poco e onestamente non lo capisco molto neanche io. Dunque, c'è una vecchia leggenda - molto più vecchia di me - che dice che quando un asino è innamorato gli possono succedere cose diverse.
La leggenda racconta che alcuni asini riescono a volare, altri a parlare lingue diverse, altri a rimanere anche per lunghi periodi senza cibo e altri ancora a sopportare ogni genere di oppressione nei loro confronti.
Tutto questo accadrebbe, sempre secondo la leggenda, dopo aver visto la LUCE.
Che cosa sia questa LUCE nessuno è ancora riuscito a stabilirlo ed io penso che stabilirlo bisognerebbe vederla.
Ma tutti quelli che la vedono non sanno raccontare quello che vedono!
Non so quale incantesimo sia nascosto in questa LUCE, comunque deve essere grosso.
Ritornando al nostro Aristide, vi posso dire che è sempre stato un bravo asino, forse un po' più asino degli altri, nel senso che non ha mai avuto interessi grossi e reali tranne, forse, quello di mangiare con un po' di accanimento, perché non ha mai trovato altro che occupasse interamente la sua attenzione.
Già da tempo l'osservavo: prima scansafatiche e lazzarone, con improvvisi risvegli durante i quali lavorava per tre e quasi non mangiava poi, dopo l'incontro con alcuni asini delle montagne, decisamente più regolare, anche se con alcune incoerenze. In ogni caso per lui è stato molto importante l'incontro con gli asini solitari. Me lo ricordo come se fosse appena avvenuto,
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