Da :"Viaggio al termine della notte" di Celine.
"...Un altro paese, altra gente intorno a te, agitata in un modo un po' bizzarro, qualche piccola vanità in meno, dispersa, qualche orgoglio che non trova più la sua ragione, la sua menzogna, la sua eco familiare, e non occorre altro, la testa vi gira, e il dubbio vi attira, e l'infinito si spalanca solo per voi, un ridicolo piccolo infinito e voi ci cascate dentro... Il viaggio è la ricerca di questo niente assoluto, di questa piccola vertigine per coglioni..."
Ho sorriso, in un primo momento, leggendo questo passaggio, in accordo con quanto detto dal protagonista e poi mi è venuta tristezza pensando a quanta fuga facciamo dal quotidiano, alla ricerca di questa vertigine, di questo dubbio che attira, che sembra spalancare un infinito nuovo dove cascare.
L'infinito deve essere vecchissimo, senza un inizio.
Nessun commento:
Posta un commento