venerdì 29 giugno 2012

Carcere

Parlando del carcere, Valpreda ha detto in un suo libro che " qui dentro, il tempo comprime lo spazio.... lo spazio rimpicciolisce e il tempo si allarga".
Posso applicare questa affermazione anche al fatto di non avere sbarre fisiche davanti, di non essere in un luogo con una limitazione della libertà datami da altri ma essere io un luogo con limitazioni datemi da me stessa?
Il fatto di scegliere, di fare una scelta che implica la rinuncia costosa a qualcos'altro, in termini di piacere immediato per esempio, può determinare la sensazione, la sperimentazione che il tempo si allarghi?
Ma in quante carceri vivo?

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