martedì 2 giugno 2026

Piccola storia di un asino innamorato (42)

 Ma ora era qui.
In questo antro pieno di spifferi, con il cielo che andava sempre più annuvolando e, soprattutto, con un piccolo somarello ferito.
Il cuore di Aristide piangeva sì, ma si stava pure arrabbiando.
Lui si era fidato, si era fidato della LUCE.
Ecco, l'aveva detto. Aveva giocato tutto sulla LUCE.
La fattoria in pianura, il benessere che aveva, cibo quanto e come ne voleva.
Una stalla calda e piena di paglia per dormire durante la notte.
Era partito felice, sicuro di stare meglio, pensava di aver finalmente trovato quello che, senza sapere di volerlo, desiderava da sempre.
Amicizia e pace del cuore.
Si fermò stupito dai suoi stessi pensieri.
L'amicizia c'era, con Luciano ora, e poi magari anche con gli altri abitanti della fattoria della montagna.
La pace nel cuore l'aveva quando era partito, ne aveva così tanta fino a farlo nitrire, altro che ragliare.
Ma ora?
Il vento era diventato continuo, forte. Si sentiva un fianco tutto gelato ma non voleva spostarsi per non far prendere freddo a Luciano che continuava a dormire.
Con cautela si girò sull'altro fianco e rabbrividì.
Dov'era rimasto?

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