venerdì 8 maggio 2026

Piccola storia di un asino innamorato (39)

 E nemmeno se ne era accorto, a differenza di tutti gli altri abitanti della fattoria che, incuriositi da quel gioioso nitrito erano usciti a frotte per incontrare un cavallo e si erano trovati davanti solo Aristide il quale se ne stava impalato sotto la tettoia con un sorriso sul muso e con gli occhi chiusi.
Questo ricordo s'interruppe bruscamente quando le prime fredde gocce di pioggia toccarono le sue orecchie.
"Riesci a camminare? chiese a Luciano mentre la pioggia infittiva.
"Ci provo" 
Lentamente si avviarono verso la parete rocciosa in lontananza e la speranza che tra quelle rocce si aprisse una caverna era il desiderio che riempiva il cuore ad entrambi i somari.
Ma l'unica cosa certa era che si stavano inzuppando per bene in quanto pioveva forte e il vento era pungente e freddo.
Gli zoccoli cominciarono ad affondare nell'erba fradicia e nel muschio scivoloso.
E se Aristide faceva fatica, per Luciano il camminare era anche doloroso oltre che faticoso.
E arrivarono alla fine del pianoro: nessuna caverna, nessun riparo, solo roccia compatta e un sentiero che s'inerpicava sul fianco della montagna.
"Non ce la faccio a salire lì" Luciano piangeva e sebbene anche Aristide si sentisse sconfortato, mosse qualche passo sul sentiero.

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