Agosto di anni fa.
Osservo dal balcone i passanti nel caldo di agosto.
Sembrano tutti determinati a qualche cosa. Ad abbronzarsi, a camminare con i tacchi alti, a curarsi la pelle, i capelli.
Io assorbo il vento.
Forse è per questo che ho la mente inquieta.
No.
Il vento mi placa.
Mi penetra nella pelle, mi raggiunge il sangue, lo sento scorrere dentro con la linfa. Vorrei essere un albero, vorrei essere ovunque nel medesimo istante, vorrei essere parte di tutto.
Ora.
Non calmarti vento. Soffia, soffia forte sulle mie paure e sulle mie illusioni.
Camminano come se avessero il mondo in mano. Sono fragili e non lo sanno.
Nessun commento:
Posta un commento