Qualunque terapia, se vado contro la fisiologia dell'uomo, è inappropriata.
Ogni uomo si ammala di quello che può non di ciò che vuole.
Il genoma è il terreno della persona e il destino di salute, o malattia, si decide tra ambiente e individuo e sul confine della cellula e dello spazio extracellulare.
Faccio un esempio:è come avere due macchine in perfette condizioni che si muovono in un ambiente perfetto ma una delle due sa che deve fermarsi con il semaforo rosso e l'altra no.
Ci vuole l'informazione corretta, infatti è il modo con cui gestiamo questi due ambienti che determina salute o malattia.
Ognuno ha un bagaglio culturale e uno biologico; ci siamo evoluti culturalmente ma anche i batteri lo hanno fatto.
Esiste un'immunità innata con cellule del corpo già armate- macrofagi, leucociti,
N.K.-, che si attivano non appena riscontrano uno stimolo anche se non conoscono il batterio o il virus e inoculano la sostanza letale nella cellula infetta.
Questa manovra serve alla cellule vicine come avviso di pericolo e la comunicazione avviene attraverso l'interferone che è una piccola proteina la cui produzione è caratterizzata da febbre e spossatezza. La febbre attiva i macrofagi i linfociti e le prostaglandine.
L'immunità acquisita è umorale , con i linfociti B che si possono modificare in funzione dell'antigene che entra nel corpo.
Ostacolando la febbre si ostacola l'interferone, cioè la comunicazione tra le cellule e allora si diventa come la macchina perfetta, in un ambiente perfetto, che non sa che deve fermarsi con il rosso.
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