lunedì 9 gennaio 2017

Natalia Ginzburg

Ho riletto, e mi sembrava nuovo, le piccole virtù della Ginzburg.
Ne riporto un passo che, a parte il linguaggio dei primi anni '60, ho trovato significativo.
"quando andiamo a farci psicanalizzare, ci dicono che dobbiamo smetterla di odiare così fortemente la nostra stessa persona. Ma per liberarci da questo odio, per liberarci del senso di colpa, del senso di panico, del silenzio, ci viene suggerito di vivere secondo natura, di abbandonarci al nostro istinto, di seguire il nostro puro piacere: di fare della nostra vita una pura scelta. Ma fare della vita una pura scelta non è vivere secondo natura: è vivere contro natura, perchè all'uomo non è dato scegliere sempre: l'uomo non ha scelto l'ora della sua nascita, né il proprio viso, né i propri genitori, né la propria infanzia: l'uomo non sceglie, di solito, l'ora della sua morte. L'uomo non può che accettare il suo viso così come non può che accettare il suo proprio destino: e la sola scelta che gli è consentita è la scelta fra il bene e il male, fra il giusto e l'ingiusto, fra la verità e la menzogna. Le cose che ci dicono quelli da cui andiamo a farci psicanalizzare non servono perchè non tengono conto della nostra responsabilità morale, della sola scelta che è consentita alla nostra vita; chi di noi è andato a farsi psicana-lizzare, sa bene come quell'atmosfera d'effimera libertà di cui si godeva a vivere secondo il nostro puro piacere, fosse un'atmosfera rarefatta, innaturale, in definitiva irrespirabile".
La scelta fra il bene e il male dovrebbe essere facile, più difficile quella tra il bene e il meglio.

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